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Chiaramonti

 

Regione Sardegna, Provincia Sassari  (SS) Residenti : 1.748  (M 857, F 891)
Densità per Kmq: 17,7    Superficie: 98,76 Kmq  Codici:  CAP 07030 Prefisso Telefonico 079, Codice Istat 090025 Codice Catastale C613,  
Abitanti :chiaramontesi, Santo Patrono San Matteo: Festa Patronale21 settembre)

                                                     I NURAGHI NEL TERRITORIO DI CHIARAMONTI   

                                                                                               Nuraghe Figu Niedda

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Purtroppo anche davanti a questa meravigliosa costruzione ci troviamo davanti ad una "EMERGENZA" grave. Così grave da rimanere inebetiti davanti al disfacimento di questi bei monumenti e al continuo depauperamento cui è sottoposto il territorio. La costruzione in oggetto non è visitabile, perchè la porta di accesso è coperta e sepolta da tonnellate di massi dopo vistosi e ripetuti crolli in tutte le direzioni. Tuttavia i cercatori di siddados, sempre presenti e ignorantemente supportati da qualche imbecille, aprono dei varchi mettendo a repentaglio la stabilità dell'intero edificio. Siamo di fronte ad un nuraghe complesso perchè le fondamenta e i resti di altre costruzioni sono letteralmente disseminate tutt'intorno, ma sono difficilmente ricomponibili per uno inesperto come me. Ci vorrebbero gli esperti che supportati dalle istituzioni centrali e periferiche potrebbero mettere in sicurezza questa enorme ricchezza che i nostri antenati hanno consegnato alla storia e con essa la nostra storia e il nostro futuro. So di essere ripetitivo, molte altre volte l'ho detto e scritto, dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici dove mi hanno risposto "....cade? tranquillo a Chiaramonti ne avete tanti! (sic), fino ai nostri amministratori che inizialmente hanno dimostrato un apparente interesse che col tempo si è dissolto in totale indifferenza. Il comune di Chiaramonti non conosce la consistenza dei Beni Archeologici presenti nel suo territorio, per cui di fronte a eventuali lavori di trasformazione fondiaria o migliormenti in genere ci si sente autorizzati a procedere indisturbati a distruggere, a volte inconsapevolmente, questi bei monumenti. Il rappresentante di una istituzione locale a fronte di una mia sollecitazione ad evitare dei lavori di apertura di una strada sui resti di una chiesetta campestre medievale, dette l'autorizzazione a procedere rispondendomi che al momento non vi era niente di ufficiale che segnalasse tale presenza.

 

           

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Non mi sono dilungato nella descrizione dell'edificio in quanto parlano le foto. Un mio amico sostiene che visto un nuraghe è come se li avessi visti tutti. Così non è, come gli esseri umani che appaiono ad un primo esame tutti uguali tra loro, tali non sono. Anche i nuraghi hanno una loro particolarità, un loro carattere, una bellezza individuale che ne fa un individuo a se stante, poichè mettono in evidenza le conoscenze tecniche e strutturali di coloro che li edificarono.
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In alto nella foto centrale il doppio forse triplo muro che denota la particolare caratteristica del Niedda. Quasi una piramide a gradoni.
A destra il muro della camera centrale, inaccessibile, sta spanciando; purtroppo non passerà molto tempo e anche questa parte esploderà ostruendo irrimediabilmente il corridoio, il quale da un'altro crollo esterno si può vedere nella foto a sinistra. Le piante dei lecci che hanno colonizzato la struttura, insieme ad una possente edera hanno   occupato ogni più piccolo anfratto dove vi fosse un pò di terra umida e nel tempo sono cresciute a dismisura. Se poteva essere tale, in un primo momento si dirsi che esse abbiano contribuito a sostenere la precaria instabilità dell'edificio,mentre oggi si deve rilevare l'abnorme grossezza delle radici che invece minano irrimediabilmente l'equilibrio del nuraghe.

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