Martis, ultimo appuntamento con
l'antica storia dell'Anglona
di Mauro Tedde
INDICE
MARTIS,
(31 Gennaio 2004).
Con la terza giornata di studi dedicata agli Aragonesi e
Spagnoli in terra d'Anglona si concluderà il convegno sulla storia dell'Anglona
promosso dall'amministrazione comunale di Martis. Il terzo ed ultimo
appuntamento è fissato per oggi alle 16,30 nel centro culturale «Sa tanca'e
Idda» e sarà coordinato dal professor Raimondo Turtas, dell'università di
Sassari.Raimondo Turtas presenterà un suo studio sull'Anglona e la Gallura in
epoca spagnola. L'architettura e le arti figurative tra Rinascimento e
Manierismo in Anglona saranno invece il tema del contributo del professor Aldo
Sari dell'università di Sassari, mentre Alma Casula della Soprintendenza ai
Beni architettonici di Sassari e Nuoro illustrerà la scultura barocca negli
altari lignei del'600 e del'700 in Anglona.Dalle relazioni e dagli interventi
che si sono susseguiti è emersa la consapevolezza dell'immenso valore storico e
culturale rappresentato dal patrimonio custodito in quest'angolo di Sardegna, in
larga parte ancora, da scoprire e da studiare. Una miriade di chiese sparse nel
territorio che sembrerebbero irrecuperabili per lo stato di degrado in cui
versano e che invece potrebbero rappresentare una ricchezza per il territorio.
Un'infinità di siti archeologici ancora sconosciuti e ricchi di testimonianze
preziose che spuntano quasi dal niente. Basti pensare che un appassionato di
Chiaramonti, Mario Unali, ha censito solo nel territorio di questo comune ben
103 nuraghí e decine di tombe dei giganti e di siti preistorici. Ci sarebbe
tanto da fare in questo campo insomma e forse si affacciano all'orizzonte anche
gli strumenti per farlo. Al seminario era presente Massimo Saba, responsabile
commerciale della FullMediaService di Cagliari che coordina in Sardegna il
progetto "Mirabilia", il piano di comunicazione del patrimonio
culturale adottato dal Ministero dei Beni Culturali e dalla Soprintendenza
regionale. Grande interesse e curiosità ha destato la rilettura e la nuova
proposta di datazione fatta da Andrea Pala sulla deposizione lignea di Bulzi,
una delle più importanti sculture lignee medievali in stile toscano della
Sardegna.