P E R S 0 N
E
INDICE
Chiaramonti. Mario Unali e l’archeologia. Storia di una
passione.
Di Mauro Tedde
A CHI NON E' MAI CAPITATO
DI CEDERE ALLA TENTAZIONE, SPESSO ANCHE MOLTO FREQUENTE, DI DARE LA COSIDDETTA
DRITTA AL PROPRIO FIGLIO CHE SI CONTORCE CERCANDO LO "SPUNTO",
L'ATTACCO 0, COME LE CHIAMANO LORO, LE IDEE, PER IL COMPITO IN CLASSE DEL GIORNO
DOPO. 0 DI COLLABORARE CON LUI NELLA STESURA DELLA CLASSICA «RICERCA A
CASA" RIASSAPORANDO COSì UN’EMOZIONE (E RACCOGLIENDO QUASI LA SFIDA) DI
CIMENTARSI IN UN LAVORO ORA TANTO APPASSIONANTE MA CHE ALLORA, DA STUDENTE,
CAUSAVA INVECE SOLO PATEMI D'ANIMO, SMISURATE PAURE E PERENNI PERPLESSITA'.
E' nata così, grazie proprio ad
un episodio di questo genere, la grande passione che ha portato in seguito Mario
Unali, un eclettico e cordiale insegnante di scuola media di Chíaramonti, ad
approfondire una sua personale ricerca su alcune importanti emergenze
archeologiche del territorio chiaramontese che in pochi anni si poi trasformata
in un vero e proprio studio, di sorprendente ricchezza e completezza. Mario
Unali, 55 anni, tre figli, insegna Educazione Tecnica nella scuola media di
Ploaghe. Appassionato di musica, di archeologia, di storia e di tutto ciò che
può solleticare la sua inesauribile sete di sapere e la sua sensibilità, da
anni si è letteralmente tuffato nella campagna chiaramontese alla ricerca di
tutto quello che in qualche modo può testinomare il passaggio dell'uomo in
questa fetta di Sardegna. raccogliendo immagini, localizzando reperti e sití,
in buona parte ancora sconosciuti e soprattutto docunentando e catalogando tutto
ciò che trova. Non c'è però nessun istinto maniacale in quello che Mario
Unali fa anzi ciò che rende veramente amabile questo personaggio è proprio la
sua enorme disponibilità a condividere con gli altri il piacere della scoperta,
a confrontare e discutere le sue tesi, ad assaporare ínsíeme ad altri il gusto
delle esplorazioní e dei ritrovamenti. Per farlo al meglio ha infatti aperto un
suo sito su internet dove immette ogni sua conoscenza, ogni sua scoperta, ogni
sua ipotesi e persino tante gustose curiosità e dove dialoga con quel mondo
infinito di studiosi ed appassionati che vi naviga. Visitare il sito di Mario
Unali, che ha chiamato archeologosardos.it, è un po' come visitare il suo
piccolo studio, nella sua casa nel cuore del centro storico di Chiaramonti, al
cospetto dell'antíca rocca medievale dei Doría. C'è praticamente di tutto. Ma
solo apparentemente disposto in modo caotico. Ogni reperto, ogni immagine, ogni
oggetto, ogni libro è li a raccontare e testimoniare quaIcosa. E ovviamente
anche Mario Unali racconta. E uno squisito affabulatore, di quelli che non
riescono a nascondere l'entusiasmo ed il piacere che provano quando parlano di
certi argomenti. Il territorio di Chiaramonti riveste dal punto di vista storico
e artistico una importanza di rilievo - spiega con piglio quasi accademico - perché raccoglie un'altissima concentrazione di siti archeologici, la
maggior parte sconosciuta ai più, dalle numerose domus de janas ai nuraghi (se
ne contano oltre un centinaio) dalle tombe dei giganti ai dolmen, dai menhirs
alle necropoli romane e ai circoli megalitici. Purtroppo si deve rilevare lo
stato di degrado e di abbandono della maggior parte dei siti, dovuto all'incuria
delle istituzioni preposte alla loro conservazione o più semplicemente
all'intervento grossolano dei vari operatori a seguito di lavori di
miglioramento fondiario. Buona parte di essi presenta però un discreto grado di
conservazione che potrebbe quanto meno essere mantenuto tale. Un popolo - sostiene Unali
- ha piena coscienza di se e del proprio vissuto se conosce
il territorio in cui vive, la propria storia attuale e quella che lo ha
preceduto. Ed è in funzione di questo che può progettare il proprio futuro e
magari uno sviluppo sostenibile, il migliore possibile, dal punto di vista
politico-sociale ed economico". Il sito archeologosardos.it ( lo ha
chiamato così perché funga quasi da specchietto per le allodole per i veri
archeologi e, in effetti, come conferma lo stesso Unali, ne attira spesso
l'interesse) è insomma una enorme, dettagliatissima e gradevole cartolina di
Chiaramonti e del suo territorio. Oltre alle notizie sul paese e su quello che
è il simbolo di questo antico centro, la rocca dei Doria, che qui viene
comunemente definita il "castello di Chiaramonti", vi si trovano ampie
pagine dedicate ai nuraghi, alle tombe dei
giganti, alle domus e alle chiese del territorio. Particolare attenzione
l'autore riserva alla storia di Chiaramonti, al suo antico mulino a vento che
sorge sulla collina di Codína Rasa ma anche ai personaggi e alle persone, agli
avi, alle storie e legggende del posto e a quello che definisce amarcord. Grazie
alla tografia digitale tutto è copiosamente corredato con immagini spesso di
grande qualità e gusto. Un lavoro che ha dell'incredibile e che solo una grande
passione può produrre. Ma che non poteva passare inosservato. Il
Comune di Chiaramonti ha infatti
recentemente mostrato grande interesse per un progetto da lui realizzato e
finalizzato ad un rilevamento sistematico dei siti archeologici in modo che
tutti i soggetti interessati possano disporre di una mappa e quindi della
dislocazione esatta sul territorio di questi siti. Grazie a questo lavoro si
potrà conoscere il sito anche dal punto si vista stori co indicandone il
periodo di costruzione e le origini e persino dal punto di vista architettonico
evidenziandone le finalità e la destinazione costruttiva. La mappa potrà
fornire un supporto didattico alle scuole e alle biblioteche e più in generale
mettere a disposizione dei cittadini di Chiaramonti e di tutti coloro che
dovessero farne richiesta il materiale utile alla ricerca sotto l'aspetto
storico, geografico e tecnico. Destinatario privilegiato, oltre al Comune, può
essere anche la Comunità Montana n' 2, di cui Chiaramonti fa parte, che
potrebbe disporre di un supporto tecnico e di una carta del territorio
aggiornata per quanto riguarda i siti archeologici e storici consentendo la
programmazione e l'attivazione di interventi mirati. Un'opera ponderosa
costituita in pratica da circa 144 schede generali ed índividuali (103 di
queste riguardano altrettanti nuraghi) e la bellezza di oltre 606 foto. Ma il
lavoro è ancora ... in corso ed è suscettibile di ulteriori contributi e
approfondimenti e soprattutto di nuove scoperte.
Ad elencare questi numeri
l'appassionato studioso chiaramontese quasi non crede a se stesso proprio per il
fatto che questo studio, che lui insiste a definire un passatempo, è il frutto
di poco più di cinque anni di lavoro. 0 meglio, di salutari momenti di relax
trascorsi nei boschi della campagna chiaramontese esplorando alture, forre,
piccoli anfratti, fiutando le presenze antiche dell'uomo e percependo ogni
segnale che la natura ha lasciato ancora allo scoperto, quasi ad implorare
aiuto. Proprio recentemente Mario Unali è quasi certo di aver ritrovato il sito
dove sorgeva la chiesa di Santa Giusta di Magola.
Probabilmente non tutti sanno, a Chíaramonti, che esistevano in questo
territorio due chiese intitolate alla Vergine e Martire Santa Giusta. Una, molto
conosciuta perché m eta di pellegrinaggi da tutta l'Anglona, che sorge ad
occidente e che è denominata anche Santa Giusta di Orria Pizzinna o anche Santa
Giusta de SAbba, che si festeggiava anticamente a settembre ed un'altra,
Santa Giusta di Magola, di cui non
resta praticamente niente, che sorgeva ad oriente e che si festeggiava a maggio.
Nonostante le ricerche fatte fra gli anziani del paese nessuno di loro, pur
confermando l'esistenza delle due chiese ha saputo dare indicazioni per
l'identificazione del territorio in cui sorgeva e tantomeno del sito. Delle
ipotesi sono comunque sorte - spiega Mario Unali- e si è tentata una
identificazione del luogo senza peraltro raggiungere alcuna conferma. Dopo
diverse escursioni e seguendo alcune indicazioni di amici ho comunque rilevato in
agro di Chiaramonti
un reperto, che credo
possa trattarsi di una acquasantiera in quanto alla base presenta una sorta di
colonna lunga qualche decina di centimetri. A qualche centinaio di metri,
all'interno di un'azienda agricola, mi risulta esistano dei resti di una colonna
dello stesso materiàle con le stesse caratteristiche che potrebbe essere
proprio la parte mancante dell'acquasantiera. Inoltre a poca distanza si
apprezzano, bene evidenti, le fondamenta di una costruzione che potrebbero
essere proprio quelle della chiesa di Santa Giusta di Magola. Sparsi qua e la ancora dei cantoni lavorati, altri
utilizzati per la costruzíone di una casa colonica e di altri manufatti".
Nel medesimo sito inoltre sono state ritrovate delle monete t una misteriosa
croce di un materiale che ricorda l'argento. Fra i tanti ritrovamenti fatti in
questi anni molti potrebbero rappresentare realmente delle autentiche rarità.
Come ad esempio un reperto che sembrerebbe un "idolo" di grosse
dimensioni o la parte terminale di un betilo o di un menhir che si trova nei
pressi della tomba dei giganti di "Su Caddalzu". Il reperto presenta
tre insolití alloggiamenti che probabilmente contenevano altrettanti ex voto.
Il nostro studioso non vuole
però avventurarsi in ipotesi troppo rischiose e lascia ad altri la
facoltà di esprimere le giuste interpretazioni ponendo però delle domande
riguardo alla vera o presunta finalità di questo idolo nuragico piuttosto
enigmatico. Invita chi ne ha interesse a cimentarsi in merito alla questione per
fornire contributi alla discussione. "Resta il fatto - sostiene lo studioso
- che l'inserimento del monolito all'interno del contesto in cui si trova è
degno di seria considerazione e attenta lettura proprio trovando, il
collegamento con gli altri siti presenti". Il misterio15,0 manufatto si
trova infatti in un luogo cioè dove emergono diverse tombe dei gíganti, poco
distante da un muro megalitico di oltre cento metri, apparentemente scollegato
con i siti nuragici ma abbastanza vicini ad esso e ancora a poca di stanza da
un'altra tomba dei giganti che però è totalmente diversa da altre conosciute
tanto che sembrerebbe piuttosto un sito cerimoniale o iniziatorio. E ancora
un'altra rappresentazione che richiama le corna taurine. Il tutto circondato ad
una certa distanza dalla presenza di più nuraghi. " Mi piace fantasticare
- confessa sorridendo Mario Unali - e cimentarmi in ipotesi nell'attesa che
possano essere suffragate da valide tesi.
PS. La "ricerca a casa` del giovane figlio
studente, Iuri, venne poi realizzata
interamente dallo stesso e ovviamente fu molto apprezzata dai suoi insegnanti. Il supporto di idee fornito dal
genitore fu importante e gradito. Ma
Iurí non avrebbe certo immaginato che quella normale richiesta di aiuto avrebbe
scatenato in suo padre una così impetuosa passione per questa materia e, di
conseguenza, un così profondo amore per il suo paese.
Oggi 2005, Iuri segue con profitto
gli studi del corso di laurea in Biotecnologie all’Università di Sassari.