Protesta
di numerose famiglie a Chiaramonti
I disabili rischiano di perdere
i servizi
di assistenza a domicilio
di Mauro Tedde
INDICE
CHIARAMONTI (10 Marzo 05).
«Il nuovo presidente Soru e la
sua giunta hanno tutto il mio appoggio sulla legge "salvacoste", sulla
denuclearizzazione dell'isola, sui tagli degli enti inutili e quant'altro ma non
può coinvolgere nei tagli anche i servizi indirizzati a quei cittadini che
appartengono alla fascia dei più deboli che devono godere invece di reali
diritti costituzionali». A lamentarsi è uno dei familiari dei tanti
destinatari della legge 162/98, estensione dalla legge 104/92, finalizzata alla
individuazione di misure di sostegno alle persone portatrici di handicap grave
che, probabilmente, a causa della nuova finanziaria rischiano di non poter
usufruire più di un servizio divenuto per loro veramente essenziale. A
Chiaramonti in particolare sono stati richiesti e finanziati diversi progetti
personalizzati che prevedono la possibilità di usufruire di personale
specializzato per un certo numero di ore settimanali per assicurare assistenza
alla persona e all'abitazione dell'ammalato. Alcuni di questi progetti però
sono già scaduti dal 31 gennaio e altro scadranno nei prossimi mesi. Da gennaio
a questa parte quindi i pazienti si sono visti bloccare il servizio e, perché
potesse proseguire, si sono dovuti attivare autononiamente pagando di tasca
propria agli interventi. In alcuni casi si tratta di persone totalmente invalide
e in situazione di estrema gravità e il più delle volte con redditi modesti
visto che alcuni usufruiscono della pensione e dell'indennità di
accompagnamento, altri non hanno nemmeno quelle. «Eppure ci siamo attivati
oltre un mese prima della scadenza dei progetti- spiegano i parenti degli
assistiti - contattando direttamente la segreteria dell'assessore regionale alla
Sanità e i funzionari responsabili ma non siamo ancora riusciti ad aver notizie
esaurienti circa l'attività in itinere dei progetti. Circa un mese fa ci è
stato confermato telefonicamente che i progetti sono stati approvati ma niente
di ufficiale è ancora arrivato in Comune per cui le attività in atto dovranno
cessare». In tutti i casi si delineano tempi lunghi an'che perché dovrà
essere bandita una nuova gara d'appalto in quanto la cooperativa "Monte
Littu" di Ozieri, titolare dei servizi per il 2004, dovrà cessare le
prestazioni e di conseguenza saranno tempi duri per gli assistiti che giocoforza
dovranno autofinanziare i servizi.