CHIARAMONTI                                                            INDICE

 

Forse individuati i ruderi di Santa Giusta di Magola

Di Mauro Tedde.

 

CHIARAMONTI, (11 Marzo 2004)
Per molti chiaramontesi è stata una vera sorpresa scoprire che la chiesa campestre di Santa Giusta, a cui sono, da secoli, particolarmente legati non è stata, in passato, la sola ad avere questo titolo. Un'altra chiesa intitolata alla santa protomartire cristiana sorgeva sino a qualche secolo fa, sempre in territorio chiaramontese, ma di essa non resta praticamente nessuna traccia.

Si tratta di Santa Giusta di Magola, che i chiaramontesi chiamavano così per distinguerla da Santa Giusta di Orria Pizzinna o Santa Giusta de s'Abba come è ancora conosciuta la bella chiesetta risalente al XIII° secolo che sorge a occidente del paese, all'interno dell'omonima vallatta limitata da ripidi versanti calcarei e circondata da alti pioppi. 

Santa Giusta di Magola invece sorgeva ad oriente e anticamente veniva festeggiata a maggio mentre nell'altra chiesa i festeggiamenti si tenevano a settembre. 

Lo attesta una lettera del sacerdote Giuseppe Calvia, parroco di Chiaramonti dell'Ottocento, indirizzata al vescovo, con la quale comunicava le scarne notizie su queste due chiese che lui "parroco novello in parrocchia" era riuscito ad ottenere, confessando fra l'altro: "Non Le posso favorire alcun documento perché in questo archivio parrocchiale non ve ne esiste".Dove sorgesse Santa Giusta di Magola è sempre stato un piccolo mistero eppure Mario Unali, appassionato studioso di tutto ciò che riguarda Chiaramonti, probabilmente è riuscito a identificarne la posizione.Chi conosce Mario Unali sa che ci si può fidare di ciò che dice. 

Da anni batte sistematicamente il territorio di Chiaramonti alla ricerca di qualsiasi traccia che testimoni il passaggio dell'uomo in questo angolo dell'isola ancora tutto da scoprire. 

Sinora ha localizzato e documentato qualcosa come 103, nuraghi, 18 tombe dei giganti decine dì domus de Janas ma anche fortezze nuragiche, necropoli romane, betili e reperti di ogni genere. Seguendo alcune indicazioni Unali si è imbattuto in un reperto che potrebbe essere una acquasantiera medievale, in quanto oltre ad essere lavorata, alla base presenta una colonna lunga qualche decina di centimetri. 

A qualche centinaio di metri si trova invece una colonna dello stesso materiale che potrebbe essere la parte mancante della presunta acquasantiera. A poca distanza da dove sono stati ritrovati i due reperti sono bene evidenti le fondamenta di una antica costruzione che potrebbero far pensare proprio ai ruderi di Santa Giusta di Magola. 

Sparsi qua e là ancora dei cantoni e conci lavorati, altri utilizzati per la costruzione di una casa colonica e di altri manufatti. Nello stesso sito sono stati ritrovate delle monete e una misteriosa croce m un materiale che ricorda l'argento. Mario Unalì che fra le altre cose è anche campione di modestia, usa ovviamente il condizionale, ma lancia un appello, anche attraverso il suo simpatico sito internet (archeologosardos.it) perché i "veri" studiosi si interessino a questa sua scoperta e approfondiscano queste sue ipotesi.