CHIARAMONTI                                                                    INDICE

La questione dí Santa Giusta. 

di Mauro Tedde 

CHIARAMONTI (25 Marzo 2004).  
La provocazione di Mario Unali, l'appassionato di storia chiaramontese che presume di aver individuato il sito dove sorgeva l'antica chiesa, ora scomparsa, di Santa Giusta di Magola, sembra aver sortito gli effetti sperati. Le sue ipotesi hanno infatti suscitato l'interesse e la curiosità di tanti chiaramontesi e ora la individuazione di questa misteriosa chiesa sta suscitando un interessante dibattito e sta assumendo i contorni di una appassionante indagine. Giovanni Soro, anch'egli cultore di tutto ciò che riguarda la storia di Chiaramonti e già ispettore onorario della Soprintendenza, non si trova d'accordo con Unali e sostiene invece che la chiesa di Santa Giusta di Magola e quella di Santa Giusta di Orria Pitzinna siano in realtà la stessa cosa. A conforto di tale ipotesi Soro cita gli archivi di seppellimento che fanno riferimento a una sola chiesa con quel titolo e soprattutto il fatto che a poca distanza dalla chiesa di Orria Pitzinna sono ancora rilevabili alcuni toponimi come "Sa funtana'e Magola", una formazione carsica che si trova dentro il tancato di "Sa tanca de sa Cheja" o "Sas roccas de Magola" che poi è quell'aspra formazione rocciosa meglio nota come "Sas Codinas", che avvalorerebbero la sua teoria. Un altro documento, il censimento dei terreni del 1911, riporta il toponirno "Sa tanca de Magola" sempre a poca distanza dalla chiesa campestre. Eppure che le chiese fossero due lo confermerebbe la lettera del canonico Giuseppe Calvia, parroco di Chiaramonti dell'Ottocento, nella quale parla chiaramente di due edifici sacri intitolati a Santa Giusta che sorgevano uno ad oriente e l'altro ad occidente del paese. Ma questa ipotesi viene confermata ‑anche dagli antichi gosos in onore della Santa delle Acque, scritti da un certo Avvocadu Giulianu Satta Quadu. de Zaramonte, che nella 15a quartina recitano esattamente così: «... In modu particulare / sa idda'e Tzaramonte/ in grat'amenu orizzonte / Ti cherfesit dedicare / duas cheias pro pregare/ a Tie meraculosa». Mauro Maxia, nel suo libro 1 nomi di luogo dell'Anglona" cita il toponimo Santa Justa de Nuraghe Longu e sostiene che «questa chiesa, ora scomparsa, era addossata al nuraghe Longu del quale si conserva invece buona parte delle più possenti strutture. Anche il Gazzano in " Storia della Sardegna" 1.111 c. XII cita Santa Giusta di "Runaghe Longu". E nuraghe Longu in effetti si trova a qualche decina di metri dal sito dove Mario Unali ha ritrovato il reperto che sembrerebbe una antica acquasantiera o un fonte battesimale e dove si trovano le fondamenta di una costruzione che farebbero pensare alla chiesa o ad altro edificio costituente le cumbessias. Il mistero è ancora tutto da chiarire insomma. Sarebbe perciò auspicabile che qualcuno magari lo stesso comitato della festa di Santa Giusta, possa farsi promotore di qualche iniziativa che possa stimolare uno studio in proposito.