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I nuraghi a Chiaramonti
Ero certo dell'attenzione di un caro amico che segue la pubblicazione dei miei lavori su archeologosardos.it e che quando ha un pò di tempo
mi segue in qualche escursione. Ci dilettiamo, di quando in quando, a scambiarci conoscenze e teorie sulla
civiltà Nuragica, ma fino ad oggi non mi aveva mai scritto, per cui pubblico con piacere questa sua breve relazione,
mantenendo l'anonimato come richiestomi e usando lo pseudonimo di "uomo nuragico".

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Il periodo nuragico si colloca all'incirca tra il 1800 e il 509 a.C. con espressioni tecniche e culturali proprie delle popolazioni nuragiche, cultura che pur subendo influenze esterne rimane "sarda"a tutti gli effetti. Il tutto, frutto di  una vera nazione classica, autonoma e dinamica e che da tempi remoti è riuscita ad esprimere una sua unitarietà. Il nuraghe semplice che troviamo edificato sopra il suolo è costituito da una torre tronco conica di grossi massi che diventano via via più piccoli man mano che la costruzione progredisce in altezza e all'interno della quale aderisce una camera costruita con materiale più leggero i cui filari aggettanti si chiudono in una pseudo- cupola chiusa da un unico masso (lastra piatta). I primi nuraghi detti "spelonche nuragiche o nuraghi terragni" sorgevano dopo lo spianamento di una piccola collina e dopo aver posizionato il primo circolo di pietre vi addossavano della terra che veniva battuta per l'impermeabilizzazione. Via via si costruivano gli altri filari fino a ricomporre come prima la collinetta sulla quale rinasceva la vegetazione.                                  

 In seguito venne costruito il circolo esterno della torre, talvolta più di una, che conferiva al nuraghe l'aspetto attuale di fortezza. Esternamente si poteva trovare anche una cinta muraria che garantiva al complesso maggiore robustezza e facilitava la difesa. Il genio costruttivo dei nuragici sviluppò una tecnica sempre più ardita fino ad ottenere nuraghi polilobati a più piani con più torri con muri e terrapieni, corridoi e gallerie con diverse camere interne o piccole nicchie ammirevoli per la loro staticità e armonia delle proporzioni fino ai più piccoli particolari.     I nuraghi non furono solo abitazione ma edifici destinati al culto e alle riunioni tribali, dove anche in ambienti esterni si dirimevano cause e si amministrava la giustizia.       Attorno al nuraghe sorgeva un villaggio nuragico composto da capanne in muratura con pietre a secco e coperte da frasche. Numerosi erano anche gli edifici accessori destinati alla vita collettiva, sociale e religiosa.        I nostri nuraghi esprimono alcune particolarità architettoniche e peculiarità costruttive che non si ritrovano nel resto della Sardegna. Ciò sta ad indicare che all'interno della civiltà nuragica il genio costruttivo di ognuno poteva prendere corpo ed esplicare il suo spirito. 
"Nella costruzione del nuraghe per l'uomo che esce dal neolitico non è da tralasciare la necessità tutta spirituale, di erigere con sforzi sovrumani, forti segni territoriali con megaliti e costruzioni ciclopiche. Una esigenza non volta a funzione mondana, ma al soddisfacimento di necessità più alte e drammatiche, quelle appunto di cosmizzare l'ambiente, mettere ordine nello spazio e nel tempo, per acquietare l'animo e dare sicurezza. In questo modo l'uomo ripete il magistrale ordine cosmico, si pone cioè in grado di ricreare (Laner)."

P.S: faccio rilevare al lettore che spesso davanti a dei semplici circoli di pietre si parla di nuraghi forse in modo improprio, in quanto di questo non è presente la caratteristica apparecchiatura.               

N.d.A: alcuni nuraghi potrebbero essere conosciuti con altro nome o anche con più nomi. Alcuni di essi non hanno trovato conferma nella realtà: Su Bomberi, Istampa e' Abbas, s'Argentu, su Tragliu, Aidu Ebbas,Barrasone,Cambinu,Canudu, Sa Toa, Fustelarzos,Lazu Segadu,Majore,Marena, Mannu, Spinudria,sa Toa, Tres Signoras ecc. Di molti altri, ancora  se ne ricorda il nome e l'esistenza in quanto furono fatti oggetto di lavori di spietramento e miglioramento fondiario come Ruinas Lepris, Istria, Giunigone, Canudu, Suelzu, Giolzi Crilpu. LOGOmario.jpg (1127 byte)