L'ALBA
Caro amico,
non posso fare a meno di pubblicare la tua lettera perchè essa contiene tutto
l'amore per il tuo paese e, il desiderio un giorno, di poterci ritornare.
Tra le tue righe vi è una importante lezione che, volentieri giro a chi,
spesso, dimentica di avere una testa sopra le spalle e, peggio ancora un
cervello dentro la testa. Tanti sono convinti che le foto sono frutto di
fotomontaggi, mentre invece basterebbe alzare gli occhi al cielo.
Signor Mario,
Le scrivo due righe per dimostrargli il mio più grande affetto e per
ringraziarla tantissimo per quello che fa.
Sono unu Tzaramontesu anch'io emigrato tanti e tanti anni fa dal mio bellissimo
Paese natio.
Lei che è di una cultura superiore, può ben immaginare la nostalgia di un
emigrato quando pensa al suo paese e non può respirare l'aria frizzante d'alta
collina; che non può ammirare i bellissimi panorami che si vedono da Cudinarasa
e dae su Monte e cheja; che non può iniziare la giornata con un'alba
meravigliosa negli occhi ed immergersi la sera nei tramonti di fuoco che solo
Tzaramonte può dare; che non può andare a s' istradone e bersi un bel
bicchiere di birra, rigorosamente ichnusa, con gli amici nel bene e nel meno
bene; che non si gusta le bellissime feste e le varie sagre, come
quella che avete fatto l'otto luglio di quest'anno; etc. etc. etc. Qualcuno
potrebbe obiettare che sono un nostalgico e che dovrei vivere ambientandomi e
accettando le usanze e la cultura del paese in cui vivo. E' vero, anch'io
pensavo ciò prima di emigrare. Io mi sono ambientato benissimo in questo paese,
lo rispetto e tento di dargli ciò che mi dà (e mi da
tanto). Ma, quando libero un attimo la mente, costei non fa altro che schizzare
via e proiettarsi verso quel paesino adagiato su due colline e rimembrare i
tempi passati e immaginarsi il suo presente vivere, il suo
quotidiano.
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| Nel mio paese, quando il sole nel suo "apparente muoversi" è al punto massimo dell'eclittica solare, si alza verso le 5.00 e tramonta verso le 21.00. Caru amigu meu e paesanu, su sentimentu chi as intro su coro cultivalu semper, chi chie s'ismentigat de sa idda sua, non ischit mancu chie est issu, e a ue cheret parare. S'auguriu meu pro a tie e a sos ateros emigrados est de t'inde podet torrare dae terra anzena a ti goder sos sacrifizios. A totus, in modu particulare a tie un ammentu de idda tua. Mario. |
'eo m'accero
su manzanu in domo mia, a s'aveschida, e bido subra a Limbara su chi tue
ti sonnias. A serantina mich'ando a S.Matteu in su monte 'e cheja, pro
lu ider andendesiche, addaesegus de su casteddu, e mi ponzo su coro in
pasu ca pruite isco chi crasa lu torro a bider. Peristantu Nos buffamus
una Ichnusa, a su saludu de chie nos cheret bene. |
Oggi grazie a Lei, tramite il suo sito, rivedo le vie di Tzaramonte, le albe,
i tramonti e soprattutto i "Runaghes". Nel mio studio ho una bella
fotografia di "Runaghe" Ruju, oltre al castello e vari panorami di
Tzaramonte. Tutto questo grazie a Lei, dal suo sito riesco non solo a scaricarmi
queste bellissime immagini (spero che non me ne voglia) ma, soprattutto, riesco
ad immergermi in una realtà virtuale che, anche se in minima parte, appaga il
mio essere Tzaramontesu.
Gratzias meda.
unu Tzaramontesu de Tzaramonte