AMARCORD

Amarcord pag.6                                                                      

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Mi sarebbe piaciuto e sarebbe stato quanto mai appropriato, presentare i fatti in ordine cronologico, (più avanti mi propongo di farlo), per ora invece "voglio raccontarvi" affidandomi alla casualità, un pò come faceva mia nonna attorno al focolare  pescando nella memoria ora vicina ora lontana.

Dalla Relazione di Vincenzo Mameli de Olmedilla sugli Stati di Oliva, cioè i feudi sardi legati alla titolarità della contea spagnola di Oliva.

L'esercizio dei chiaramontesi da piccoli è quello di tirare al bersaglio (de tirar al blanco) e lo schioppo è il loro primo e principale attrezzo (mueble) che perfino in chiesa non abbandonano, con esso al lato dormono, con esso camminano anche entro casa; se vanno a pascolare, il loro bestiame non si spaventa (no se espanta), poiché quando vede il pastore è abituato a vedere il suo schioppo e a sentirlo frequentemente sparare (tirar); così sono abituati, quando coltivano, i loro buoi, ai quali serve anche da incitamento e così si direbbe della terra, dell'aria e di quanto si trova vicino ai chiaramontesi.

-schioppo, pistola e coltello-

.....Tuttavia è fra i più sfortunati non solo dell'Anglona e di tutti gli Stati delle  eccellentissime signore duchesse, ma anche di tutto il Regno, in relazione alla molto dannosa oppressione dei banditi, che infetta e corrompe tutta la sua popolazione, che per questo motivo è delle più indisciplinate (discolos) della Sardegna. 

 

Non era raro, ancora  nei primi decenni del novecento, che il numero delle persone decedute per morte violenta superassero quelle dipartitesi per morte naturale. " ...sa zente no fit farina pro faghere ostias, ma mancu bandidos e no si faghian ponner sos pese subra dai niunu.." Alcuni personaggi non erano certamente come la farina da cui si ottengono le ostie per la messa, ma non erano nemmeno banditi, solo che nessuno poteva mancar loro di rispetto.

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