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Analisi storico-sociologica |
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Una
di esse, intitolata proprio a Gìorgio Falchi, dagli anziani del luogo
è conosciuta ancora come Carruzu
Longu, toponimo che richiama alla mente i carrugi genovesi.
-Carruzu Longu, ieri; oggi via G.Falchi- Il
castello fu per lungo tempo punto di riferimento sicuro per gli abitanti
del villaggio. Rappresentava al loro occhi la garanzia della protezione
in caso di bisogno, l'autorità e il potere che vi esercitavano i
signori di turno, nonché il prestigio che, di riflesso, inorgogliva i
chiaramontesi di allora. Tanto da renderli persino alteri e sussiegosi
nei confronti dei paesi vicini.
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Su
che onde non si concepiscan idee false, convien sapere che di quel
numero di agricoltori forse la metà manca di buoi e quindi o lavora
negli altrui campi a conto altrui, o a proprio semina quei tratti di
terra che potè dissodare; e sono pochissimi fra quel che diconsi
pastori che abbiano suoi gli armenti, e però gli altri o custodiscono
roba raccomandata, o servono subalterni o travagliano a legnare o, come
usano i meno onesti e più infingardi, vagano a trovar sua fortuna, che
è ad altri o diminuzione o sventura». Dal
che si comprende come la maggioranza dei cittadini fosse tributaria di
terzi per l'uso dei terreni, per l'allevamento del bestiame e per la
coltivazione dei campi con l'aratro a buoi. Vi era allora una sorta di
dipendenza economica a carattere locale. Se si eccettuano gli artigiani
e i commercianti, che godevano di una certa autonomia, e tolti coloro
che operavano nel terziario (pochi), si può dire che il resto dei
chiaramontesi dipendeva, in tutto o in parte, dalle famiglie che avevano
in mano la fetta più grossa e più grassa del territorio comunale. Il
potere era una sorta di struttura che toccava i singoli cittadini dal
punto di vista del rapporto politico, con tutte le caratteristiche di
potere razionale, tradizionale e carismatico secondo l'accezione di Max
Weber. Ma anche dal punti vista economico e psicologico. Proprio perché
quella del potere era una struttura che dava sicurezza, in qualche modo.
- giogo di buoi con carro- Possiamo affermare che si trattava di un potere estremamente complesso, inserito saldamente nella vita dei cittadini, compresa quella privata; e che investiva la stessa architettura mentale dell'individuo. Il fenomeno non era stato modificato dall'Editto sulle chiudende, che pure pareva aver messo in discussione la struttura feudale. Stando ai dati del vecchio catasto comunale, alla fine dell'800, su oltre undicimila ettari di territorio comunale, circa un quarto era nelle mani delle due famiglie più ricche e prestigiose del paese: i Madau e i Falchi. 1 quali, pur legati da vincoli stretti di parentela, di fatto furono sempre divisi da contrasti recenti e remoti; dal desiderio, in entrambi vivissimo, di esercitare sul paese quell'autorità che, per lo più, vide prevalere i Madau. continua pag. 3 >>> |
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