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Analisi storico-sociologica |
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Forse perché più abili o più spregiudicati; o perché più
decisi nel condurre in porto i propri progetti ambiziosi di predominio.
1 Falchi, certamente più aristocratici, erano meno popolari tra la
gente. La quale, invece, subiva il fascino derivante dagli atteggiamenti
populistici del padrone ricco. Come accade anche ora, del resto. Ecco
perché Giorgio Falchi dovette esercitare più spesso il ruolo scomodo,
ma a lui congeniale, di oppositore tenace, severo censore del sindaco
coevo Nicolò Madau. Che pure gli era cugino". Egli incarnava così
due delle anime del potere: la paternalistica e quella efficientistico
tecnica a un tempo.
-una delle prime autovetture- In
una tale condizione si andò avanti fino agli anni Settanta del
Novecento. Fino a quando, cioè, taluni sconvolgimenti di carattere
economico non fecero scomparire per intero le proprietà dei Madau a
Chiaramonti e, contestualmente, gli ultimi tre rappresentanti vecchio
stile di quella grande famiglia . Dei discendenti di Cristoforo
Falchi e Maria Madau, genitori di Giorgio Falchi, in paese non è
rimasto alcuno, avendo essi preferito trasferirsi stabilmente altrove:
Sassari, Pavia, Florinas. Quello che resta della loro Tuttavia,
a ben vedere, una parte consistente della proprietà terriera nelle mani
di due sole famiglie non era poi un fatto raro, a quel tempo. E'
sufficiente considerare, al riguardo, i grandi proprietari terrieri di
Martis, di Laerru, di Sedini e di Bulzi, dove vaste estensioni di
terreni agricoli erano allora appannaggio di poche persone. A
Chiaramonti, la parte restante, che comprendeva anche gli appezzamenti
qualitativamente scadenti, era suddivisa tra qualche centinaio
d'individui. 1 quali venivano cosi ad assurgere alla qualifica di
proprietari. Ma anche tali persone erano necessariamente legate al
carro delle famiglie potenti, per motivi intuibili facilmente. E appena
il caso di sottolineare che, a quel tempo, non esistevano i contributi
per la semina, né per l'acquisto del bestiame da lavoro o da
allevamento. Né le banche concedevano alla gente di campagna fidi sul
prodotto futuro.
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C’erano, invece, i soliti usurai. 1 quali, con la loro attività, ebbero molte occasioni propizie per accumulare non poca ricchezza.
-Nicolò Madau- I
Falchi e i Madau non praticarono l'usura; ma concedevano ugualmente
prestiti, assicuravano garanzie e offrivano protezione nel momenti di
necessità. E se è vero che gli usurai chiedevano e ottenevano la
percentuale d'uso sul negozio avvenuto, le famiglie di cuì trattiamo,
pur non disdegnando di assicurarsi che il loro interesse non andasse
perduto, facevano leva soprattutto sul debito di riconoscenza dei
beneficati. Occasionali o abituali che fossero. Debito che, in genere,
si estingueva soltanto col passaggio dei titolari a miglior vita.
Talvolta nemmeno allora, caricandosene l'onere gli eredi. 1 pastori, gli
affittuari dei terreni e i giualzos erano legati inevitabilmente con
filo doppio a una delle famiglie di cui trattiamo. Ecco perché
si tramandavano di padre in figlio, quasi sì trattasse di eredità,
il dovere di obbedienza, la dipendenza nel lavoro, la possibilità di
ottenere protezione al momento opportuno e la fedeltà al padrone
della terra su cui si doveva lavorare. Questi
signori influenti erano al centro dell'interesse della comunità anche
quando si doveva scegliere un padrino o una madrina per battezzare i
nuovì nati. Molti dei quali iniziavano la loro esistenza sotto la
protezione di un Falchi o di un Madau. Proprio come avveniva in un certo
periodo del Settecento; quando nel registri parrocchiali dei battezzati
si annotavano con incredibile monotonia i nomi di un Pes di Villamarina
e di una donna, potente e temuta, che rispondeva al nome di Lucia Tedde'. continua pag.4 >>> |
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