PREMESSA: il sentimento che lega M.R.S a Chiaramonti, va ben oltre
l'aspetto storico scientifico della ricerca riferito al nostro paese e al castello
dei Doria. Esso nasce da un sentimento profondo e sincero che la lega ad una persona del
luogo e conseguentemente alla famiglia di questa persona, di cui mi onoro di far parte.
Quando la neo dottoressa mi comunicò che aveva intenzione di ricercare le notizie
storiche di Chiaramonti, riferite principalmente al castello dei Doria e in particolare al
contesto ceramico nelle pendici del "monte Cheja" condivisi l'idea con molto
entusiasmo. Poichè poche sono le notizie storiche inerenti il nostro centro ho il piacere
di ospitare, e ne sono molto onorato, una parte di questa ricerca che contribuirà
certamente a integrarle e completarle. Con sincero affetto. (M.U e fam.)
L'archeologa
dr.ssa Maria Rita
Stangoni, neo laureata all'Università di Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha
discusso i suo lavoro di ricerca sul Castello dei Doria, relatore Prof. Marco Milanese. |
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IL CASTELLO DEI DORIA A CHIARAMONTI
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2. Il castello dei Doria
2.1 Fondazione ed evoluzione
Del castello dei Doria, chiamato così dalla tradizione
popolare, presso il quale sorgeva la chiesa di San Matteo, non si conosce con esattezza
né in quali anni, né da chi fu costruito[1].
E fuori dubbio, comunque, che esso abbia seguito, nel tempo, le travagliate vicende
storiche dei suoi possessori. 
Sullorigine del castello il parere dei ricercatori non è univoco: alcuni, ad esempio, pensano che potrebbe risalire ai Malaspina[2], titolata famiglia ligure, originaria della Lunigiana[3], che resse una parte del Giudicato di Torres intorno al XIII secolo. La maggior parte degli studiosi ritiene, però, che il castello facesse parte delle proprietà della potente dinastia dei Doria[4], nobile casata genovese la cui presenza nel paese di Chiaramonti sembra già consolidata nella prima metà del XIII secolo. La struttura sarebbe stata da questi realizzata, allinterno di un sistema difensivo attuato dai liguri per proteggere, dallavanzata catalano-aragonese, i loro possedimenti in Anglona.

Quasi certamente lintraprendente famiglia genovese decise di insediarsi a Chiaramonti per motivi di carattere geografico e politico, tra cui la posizione strategica dellarea, la sicurezza e la salubrità che essa garantiva, ma anche la possibilità, attraverso la creazione di un nuovo centro abitato, di assumere una posizione di controllo sulle aree limitrofi.
[1]Cfr. Migaleddu Mundula N. 1979, p. 32.
[2]Cfr. MAXIA M. 1997, p. 191.
[3]I primi rapporti documentati tra i Malaspina e i giudici sardi risalgono alla seconda metà del XII secolo: attraverso unoculata prassi matrimoniale i Malaspina riuscirono ad insediarsi prima nel giudicato di Gallura ( matrimonio tra Guglielmo Malaspina e donnikella Elena) e successivamente nel Giudicato di Torres (matrimonio tra Agnese, figlia di Guglielmo e Adelasia, con Mariano II, giudice di Torres, intorno al 1200). Cfr. SODDU A. 2005, I Malaspina e la Sardegna. Documenti e testi dei secoli XII-XIV, Ed.CUEC, Cagliari, pp. XX-XXIII.
[4]«dove sorge la parrocchiale di San Matteo( ) vi fu edificato un castello, e probabilmente dai Doria» ANGIUS V. 1837, p. 658.