pag. 11                             IL CASTELLO DEI DORIA A CHIARAMONTI

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orientano in due direzioni: da una parte alla difesa e all’accrescimento del potere del signore sui sudditi, dall’altra al dominio e all’affermazione del medesimo all’interno della classe nobiliare. Questo tipo di costruzione dunque non č semplicemente un edificio eretto a scopo difensivo ma č il simbolo della conquista e del mantenimento del potere da parte di un sovrano. Il castello, infatti, offre al nobile proprietario uno spazio abitativo da cui esercitare il proprio governo e la propria signoria, lo difende da attacchi o diventa il punto di partenza per azioni militari, e soprattutto dā lustro al suo stato sociale[1].castMRluna.jpg (23298 byte)

E’ in questo sguardo di insieme che dobbiamo vedere anche il castello dei Doria a Chiaramonti: esso č infatti un tipico esempio del fenomeno di incastellamento in Sardegna, alla fine del periodo giudicale e prima dell’inizio della dominazione genovese e pisana, inserito in un territorio, il Giudicato di Torres appunto, che era suddiviso in due aree ben contraddistinte fra loro, in base alle attivitā condotte nei determinati spazi geografici: un’area settentrionale, lungo la fascia della valle del fiume Temo, dinamica, aperta e in pieno sviluppo e un’area centrale, montagnosa e poco abitata, nella quale era difficoltoso procedere alla creazione di strade e villaggi a causa dell’isolamento e dell’aspra conformazione geografica[2]. 



[1]Cfr. ULRICH GROBMANN G. 2005, Castelli medievali d’Europa, Ed. Jaca Book SpA, Milano, pp.11-14.

[2]Cfr. CAMPUS F.G.R. 2007, Popolamento, incastellamento, poteri signorili in Sardegna nel Medioevo: il caso dell’Anglona, in MATTONE A-SODDU A. (a cura di), Castelsardo. Novecento anni di storia, Ed. Carocci, Roma, pp. 148-149.

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