IL CASTELLO DEI DORIA A CHIARAMONTI

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anche dal fatto che molti frammenti appaiano deteriorati, privi di rivestimento e di decorazioni, poco leggibili e in alcuni punti arrotondati; il processo č molto simile a quello subito dai ciottoli fluviali che vengono levigati mediante l’azione modellante delle acque. A causa del cattivo stato di conservazione dei frammenti ceramici, non č stato possibile definire e classificare con certezza alcuni pezzi, che sono rimasti indeterminati. La presenza di ceramiche appartenenti anche al periodo tardo medievale e postmedievale (c’č infatti anche qualche frammento ceramico di produzione ottocentesca), potrebbe far ipotizzare l’area sottostante il castello come luogo di discarica. Il materiale ritrovato probabilmente era quello inutilizzato o di scarto, proveniente dal pianoro e dai complessi sovrastanti, durante le fasi di demolizione di strutture precedenti e di edificazione di nuovi fabbricati, come nel caso della chiesa di San Matteo.

L'area interessata dalla ricognizione di superficie o (survey) opportunamente condotta ha dato degli esiti positivi. castMRceramica2.jpg (40575 byte) castMRceramica3.jpg (39035 byte) castMRceramica1.jpg (39880 byte) Per tutte le ceramiche si procederā allo studio e alla classificazione.
Le ceramiche rinvenute durante la ricognizione dell’area, sono state suddivise in specifiche classi, catalogate e quantificate in base alle caratteristiche che presentano. I 272 frammenti analizzati consistono in orli, manici, fondi di forme chiuse e forme aperte, pareti di pentole e anse di piccole, medie e grandi dimensioni.
castello-9rep.jpg (8508 byte) castello-8rep.jpg (7147 byte) castello-7rep.jpg (7008 byte) castello-5rep.jpg (9591 byte) castello-4rep.jpg (5465 byte)

L’attivitā di discarica č testimoniata, infatti, dalla dispersione nel sito di materiale da costruzione, indice di una sviluppata attivitā edilizia, come tegole, coppi e lapidei, ai quali si sommano notevoli accumuli di materiale superfluo e di esclusione, derivanti da lavori effettuati anche in tempi non lontani, per la realizzazione delle abitazioni adiacenti. I molteplici interventi che hanno riguardato nel tempo l’area del colle di San Matteo, non permettono, in definitiva, di ottenere una lettura lineare del sito, che ha ospitato e ospita anche oggi materiali e frammenti ceramici appartenenti a diverse classi e fasi cronologiche, provenienti da contesti differenti.

 

 

--Maioliche spagnole

 

Nell’area oggetto di studio ho raccolto complessivamente 49 frammenti di maioliche spagnole, suddivisi in articolati sottogruppi. Nello specifico, i manufatti ceramici rinvenuti riguardano produzioni dette “tipo Pula”, categoria rappresentata da 4 frammenti; ceramiche con decorazione a “loz azul” e a “palmette”, rinvenute in un numero di 16 frammenti e ceramiche “valenzane”, rappresentate da 29 frammenti. La maggior parte dei pezzi presenta la decorazione detta a “lustro metallico”, in alcuni casi poco leggibile e visibile tramite riflessi di luce. Il sistema utilizzato per ottenere manufatti ceramici con decorazioni a lustro metallico (effetto ottico di iridescenza, ottenuto da uno strato sottile di vernici contenenti sali metallici[1])



[1]Cfr. CUOMO DI CAPRIO N. 2007, p. 415.

 

 

 

 

 

 

. Il procedimento che consisteva nel tracciare disegni su manufatti ricoperti da smalto stannifero bianco cotto precedentemente, risultava complesso e articolato. Nella fase preliminare della biscottatura si procedeva alla cottura del corpo ceramico privo di rivestimenti. In un seconda cottura poi, detta a gran fuoco, durante la quale si raggiungeva una temperatura che sfiorava 900°C[1], si procurava la vetrificazione della copertura piombifera opacizzata con l’ossido di stagno. Una volta ottenuta la superficie smaltata su di essa, venivano eseguiti disegni che presentavano una vasto repertorio di soggetti, con un pigmento contenente diversi elementi, fra cui zolfo, oro, argento e rame.

[1]Cfr. CUOMO DI CAPRIO  N.1985, p. 91.

 

Questa scheda viene riportata ad esempio esemplificativo del lavoro che č stato svolto.

Tutti i reperti sono stati classificati su schede tecniche che sono in possesso della sottoscritta e se ne vieta la riproduzione di qualsiasi tipo senza preventiva autorizzzazione. (il sito archeologosardos č autorizzato per quanto pubblicato).

 


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