IL CASTELLO DEI DORIA A CHIARAMONTI

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nascita di una nuova signoria nel nord-ovest della Sardegna, in quella zona che ancora oggi si chiama Logudoro, denominazione che molti studiosi interpretano come Logu de Auria, ossia territorio dei Doria[1]. La pratica matrimoniale dei Doria vide nel 1232 l’unione fra Nicolò Doria, figlio di Manuele, e Preziosa di Lacon, figlia naturale di Mariano II, giudice di Torres. Occorre sottolineare che da questo momento in poi, le fonti iniziano a registrare con precisione il dominio della casata genovese in determinati territori del Giudicato di Torres; tuttavia non appare chiaro se tali acquisizioni, che divenivano sempre più consistenti, avvenissero secondo procedure concordate o tramite atti illeciti ed usurpazioni[2].

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Quando gli abitanti del paese numerosi, rientrarono dalla guerra utilizzarono numeroso il materiale da costruzione della vecchia parrocchiale dedicata a San Matteo e di quel che rimaneva delle vestigia dell'antica rocca.
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Nel 1259, la morte senza eredi della giudicessa Adelasia, che aveva nominato la Santa Sede come erede dei diritti sul Regno di Torres[3], mise fine a questo Giudicato. Per molti decenni il Logudoro rimase teatro di guerre, contrastato da Genova e da Pisa, dai Visconti e dal giudice d’Arborea, e tra gli stessi Doria[4], i quali sia per difendersi, sia per manifestare la propria signoria, diedero vita alla costruzione di una rete di castelli, come quelli di Monteleone, Castelgenovese, Casteldoria e Mondragone[5].

Di grande rilevanza fu, nel 1296, la decisione della Chiesa, nella persona del Papa Bonifacio VIII, di accordare al re di Aragona Giacomo II l’investitura della Sardegna e della Corsica, in cambio di un lauto tributo annuo: regno certamente ancora da venire poiché dovevano trascorrere quasi trent’anni, prima che gli aragonesi riuscissero a entrare nell’isola[6].

Nel 1299 Brancaleone I Doria, figlio di Nicolò II e Preziosa di Lacon, che si manifestò come uno dei più importanti esponenti della famiglia, ottenne dal Papa la legittimazione della madre Preziosa, con il riconoscimento da parte della Sede Apostolica dei propri possedimenti sardi, e nel 1308 ricevette dallo stesso



[1]Cfr. MILANESE M. 2005, Il castello tra storia e archeologia, in MILANESE M. (a cura di), Monteleone Rocca Doria: il Parco Grazia Deledda, la storia , il paesaggio, Conoscere il Nord Sardegna. Guida 1, Ed. Mediando, Sassari,  p. 47.

[2]Cfr. SODDU A.2007, pp. 241-242.

[3]Cfr.SODDU A. 2005, I Doria, signori di Monteleone, in MILANESE M. (a cura di), Monteleone Rocca Doria: il Parco Grazia Deledda, la storia, il paesaggio, Conoscere il Nord Sardegna. Guida 1, Ed. Mediando, Sassari, p.59.

[4]Cfr. CARTA RASPI R. 1971, pp. 460-461.

[5]Cfr. MILANESE M. 2006, p. 288.

[6]Cfr. CARTA-RASPI R. 1971, p. 478.

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