IL CASTELLO DEI DORIA A CHIARAMONTI
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Nel 1348 il sito fu
occupato dalle truppe di Rambaldo di Corbera,
vicerè aragonese, e quasi subito fu ceduto da questi a Giovanni dArborea, alleato
del re. Tuttavia, per ragioni di ordine interno, nel 1350 lo stesso « vicerè Rimbaldo
Corbera avendo ricondotto allobbedienza del Re, Brancaleone e i suoi fratelli
Manfredi e Matteo Doria dava ad essi investitura dei loro Stati. (
) le regioni di
Nurcara e Cabuabbas, di Anglona e Caramonte, con le rocche di Monteleone e Buonvicino di
Nurcara, di Castelsardo nel litorale nellAnglona»[1].
I contrasti comunque
durarono fino al patto di Sanluri, nel 1355, fra il giudice arborense Mariano IV e il re
Pietro IV dAragona, nel quale si decise di consegnare allarcivescovo di
Arborea il castello di Chiaramonti, allora posseduto dai Doria, in attesa che si
pronunciasse al riguardo il Papa[2].
La soprintendenza di Sassari dopo i lavori di scavo non eseguì gli opportuni lavori
di ripristino del sito. Purtroppo ancora oggi è possibile imbattersi in resti di ossa
umane.
Nel 1357 Chiaramonti venne ceduto a Brancaleone III Doria[3], figlio naturale di Brancaleone II, che nel 1366 sposò, in seconde nozze, Eleonora, figlia di Mariano IV di Arborea, contribuendo ad intensificare i rapporti fra il Giudicato di Arborea e la casata genovese[4]. Mariano IV, ambiva tanto a possedere questo borgo, che lo volle come dote per le nozze di sua figlia con Brancaleone III[5], ponendo così le basi per un accorpamento dei possedimenti del Giudicato di Torres con quelli giudicali arborensi. Le grandi ribellioni anti-aragonesi erano destinate a proseguire, ma fu proprio Eleonora, giudicessa di Arborea, dopo la cattura di Brancaleone III (1384) e la morte dellerede al trono, Federico (1387) a stipulare un accordo di pace con Giovanni I di Aragona, nel 1388[6]: al trattato parteciparono i deputati delle città e
[1]ANGIUS V. 1856, in CASALIS G., Dizionario geografico storico statistico commerciale degli Stati di sua Maestà il re di Sardegna, Vol. XVIII quater , Ed. Maspero-Marzorati, Torino, p.102.
[2]Cfr.
ANGIUS V. 1837, p.658.
[3]«Nel 1357, essendo Brancadoria succeduto a Matteo e rientrato in grazia del Re, ottenne linvestitura delle castella, Genovese, Doria, Monteleone, Roccaforte, delle città di Giusarchio e delle regioni di Nurcara, Cabuabbas e Anglona». ANGIUS V. 1856, p.103.
[4]Cfr.FOIS F. 1992, Castelli della Sardegna medievale, Silvana Editoriale,Cinisello Balsamo, p.205.
[5]Cfr. CAOCCI A. 1982, p.105.
[6]Cfr.SODDU A. 2007, p. 261.