IL CASTELLO DEI DORIA A CHIARAMONTI
Le condizioni degli abitanti peggiorarono così tanto che spesso essi si ribellarono, perché esasperati dal peso dei tributi e indeboliti dalla precarietà. La qualità di vita poco florida perdurò anche durante la successiva dominazione spagnola, sorta quando, nel 1479, il matrimonio tra Ferdinando II dAragona e Isabella di Castiglia, generò la Corona di Spagna, la quale unificava gli Stati della Corona dAragona con quelli di Castiglia, senza però abolire i loro diritti[1].
![]() |
|
| Il luogo impervio con strade impraticabili suggeriscono
di abbandonare la parrocchiale vecchia per costruirne una nuova dentro l'abitato del
borgo, al riparo dai venti ruggenti che durante la processione rischiava di portare via
l'Altissimo. |
|
2.2 La vita del borgo in epoca medievale
Dalla
breve analisi dei fatti che si sono succeduti, si può comprendere che il periodo che ha
segnato maggiormente la morfologia del paese fu quello che vide come protagonisti i
Genovesi. In tale fase, il borgo si era sviluppato rapidamente sui fianchi del colle San
Matteo, dove sorgeva la fortezza: i Chiaramontesi di allora, rispettavano lautorità
che albergava dentro le mura del bianco castello, dal quale il signore esercitava un
potere immenso, e la riconoscevano come valido punto di riferimento per la loro vita
sociale. Ancora oggi, osservando le case più antiche del paese costruite lungo le
stradine che portano a Su monte, si può notare
che una delle viuzze è conosciuta come Caruzu longu,
toponimo che richiama alla mente i caruggi genovesi[2].

Al consolidamento del borgo dovettero contribuire in modo determinante gli abbandoni dei villaggi vicini, quelli di Orria manna e di Orria Pizzinna, di Santu Iglianu e di s Elva Nana: gli abitanti avrebbero lasciato i loro luoghi a causa delle pestilenze, trovando migliore sistemazione ai piedi del colle San Matteo. Così si esprime lAngius a questo proposito: «Sono a levante in distanza dun quarto le vestigia dellantica popolazione di s. Giuliano; sulla tramontana a mezzora quelle di sErvanana, sul ponente e circa quelle di s. Lorenzo, di Orria-piccinna, di Giulia a diversi intervalli. Credendosi disertate dalle pestilenze ne