COMENTE SI NARAT      in Tzaramontesu e......... in ateros medas logos.


                                                            All'interno del grande crogiolo "delle parlate" delle Lingua Sarda, vi è anche la mia: l' Anglonese, in quanto cittadino di Chiaramonti. Parlo al plurale poichè centinaia sono le parlate che, nei paesi della Sardegna si possono trovare. Non ho nessun titolo accademico, specifico nel settore linguistico ma, basti il fatto, che sin da piccolo i miei genitori mi hanno sempre parlato con questa lingua e insegnato le cose della vita, sempre con essa,che mi ha dato l'imput di scrivere qualcosa che mi rimane impresso, indelebile nella memoria sin da quando ero piccolo. Ancora oggi per me, è come si dice, "pane quotidiano". Attraverso di essa penso, mi esprimo, e mi rapporto con gli altri, utilizzandola nelle relazioni sociali, a meno, di trovarmi di fronte a persone, che non la conoscono. Solo in quel caso parlo in italiano. Il mio obiettivo è dunque, quello di raccogliere i vocaboli che ormai da tempo non si usano più ma, più di tutto, vorrei puntualizzare quale è la fonetica; ossia com' è il suono, e quindi la parlata del chiaramontese. Le influenze della lingua dei popoli con i quali abbiamo avuto a che fare ( fenici e cartaginesi, romani e bizantini, aragonesi e spagnoli, genovesi e pisani) hanno contribuito a modificare la nostra, dandole delle peculiarità che si riscontrano, massimamente in Anglona, ma anche in molti paesi del Logudoro, della Gallura e della Romangia. Mi riferisco perciò ad un territorio niente male, e che in termini geografici e culturali, è abbastanza ampio. Che queste influenze abbiano arricchito o impoverito la nostra lingua madre è tutto da provare e ognuno ne trarrà il proprio giudizio. Inizierò pubblicando qualche parola senza un ordine prefissato giacchè lo scopo principale, rimane quello "della parlata" ossia del suono, cioè la fonesi. Per evidenziare questo suono, userò la lettera acca (H) che  nel sardo scritto che va per la maggiore solitamente non si trova.

Per le parole attive si può ascoltare la pronuncia con esempio.

Abbabbaucadu: incantato, a bocca aperta."Ite as(a)? Mi pares(e) abbabbaucadu"= Cos' hai? Mi sembri meravigliato (preso da incanto).
Abbadore:
secchio o altro contenitore coi buchi per innaffiare.
Abbaetta: pendio,inclinazione, usato per il pendio del tetto.”a un’abba o a duas abbas”= ad una falda o a due falde.

Abballassare
: prenderla con comodo. "Esth  aproa a' pioer(e), si t'abballassas(a) t'infundhet(de)"= Sta per piovere, se te la prendi comoda ti bagni.
Abbalsdhente/r: acquavite.
Abbammanu: asciugamano.
Abbandhare: mettere da parte."Mi so intesu abbandhadu"=Mi son sentito messo da parte.
Abbasthare-stha-: bastare, a sufficienza.
Abbigheddha: pioggerella, di poca intensità.
Abbilastrhu: che fa marachelle, di persona dedita all'illegalità."As(a) segadu su idru a frunda!Abbilastrhu"=Hai rotto il vetro con la fionda!Monello.
Abbilsthu: accorgersi. Di persona attenta, furba. "Ses(e) meda abbilsthu"= Sei molto furbo.
Abbisghonzadu: svergognare, non aver vergogna."Abbisghonzadu! Che ses(e) essidu in piatta chena mudadu"=Svergognato! Sei uscito in piazza senza cambiarti d'abito.
Acchiddhu o bacchiddhudhu-: bastone per aiutarsi a camminare."Ses(e) su acchiddhu de sa etzesa mia"=sei il bastone della mia vecchiaia.
Acchiboe: al rovescio, al contrario.Usato anche per disaccordo tra due persone.

Belsthula: bisaccia.
Bruscheddula: foruncolo."Giughes(e) sa cara piena de bruscheddhulas(a)"= Hai il viso pieno di foruncoli.
Buddhire: bollire."Pone unu pagu e' abba a buddhire"=Metti un po d'acqua a bollire.
Caddharidas-dha-: scalciare di animale imbizzarrito."Istrejidiche ca cuss'ebba esthe a caddharidas(a)=Spostati perché quel cavallo sta scalciando.
Faeddhare: parlare."Faeddhare pro faeddhare, mezus(u) de narrer(e) nuddha.Parlare tanto per parlare meglio stare zitti.
Foralsdhomine (Fora’ls’ Domine): Lett:fuori di Dio”. Una persona fuori del normale.
Dendheli= dandogli. Dando a lui. "Amus imbagliadu dendheli totta cussa impolsthantzia= abbiamo sbagliato dandogli tutta quell'importanza.
Gioddhu: gioddu, yogurt."Su joddu de s'arveghe est(he) pius rassu de sue de sa craba"=lo yogurt della pecora è più grasso di quello della capra.
Odijeddha: stuoia di erba di palude seccata (sa ude)."Mi etto un'ischutta in s'(a) odijeddha"=mi sdraio un momento sulla stuoia.