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CALZOLAI A CHIARAMONTI DAI PRIMI DEL 1900 AL 1970

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L'elenco che segue non ha un ordine cronologico, ma segue quello casuale che mio padre Giovanni e mia madre Giovanna, gli hanno dato seguendo l'onda del semplice ricordo. Alla mia osservazione come mai vi fossero così tante persone a svolgere il mestiere di calzolaio, mio padre così mi ha risposto: "pessechè andaimus a sue Varese a Nos comporare sas bottes! Nde haimus pagas, e onzunu si las teniat su mezus possibile. Chie las giaittaiat, chie las teniat a coddu cun sas corrias presas a pare, pro non las frazare". Trad."cosa credi che andavamo da Varese (noto venditore di scarpe a Sassari in piazza Azuni), a comprarne di nuove. Molti ci mettevano i chiodi sulle suole per non consumarle, e altri ancora dopo aver legato i legacci di cuoio, le tenevano sulle spalle sempre per non consumarle".  

 

 

CALZOLAI A CHIARAMONTI DAI PRIMI DEL 1900 AL 1970  calzolaio-dorando.jpg (15523 byte)

  1. Nanneddu Tedde: aveva un deschetto proprio e lavorava in via Redipuglia, salendo a sinistra in una (Bovida), dove dopo ci abitava Tia Giosziedda. Aiutante era Pietro Spanu, morto giovane nel 1941,fratello di mia madre Giovanna.
  2. Antonio Unali: con deschetto proprio aveva il laboratorio in via San Matteo, dove attualmente c’è il laboratorio di falegnameria, anch’esso dimesso, di Gregorio Brunu. Era sposato con Nina Longa senza figli.
  3. Vincenzo Scanu: noto Bocceo, aveva un deschetto proprio e il laboratorio di calzoleria adiacente a “su Buttighinu”in via Grazia Deledda a fianco alla macelleria attuale di Zino, nel magazzino di Marcello Brundu.
  4. Salvatore Unali: conosciuto come Foe Mannu, nel senso di grande, fratello di Andrea Unali (falegname), aveva un deschetto proprio nel laboratorio di via F.lli Bandiera nelle case di Sandro e Patrizio Unali.
  5. Gavino Satta: noto Dorando, (Dorando, perché camminava in fretta e spedito,come il maratoneta Dorando Petri, che in una olimpiade cadde prima di tagliare il traguardo).
  6.  aveva un deschetto proprio in via Rosario.
  7. Gavinuccio Satta: figlio d’arte di Gavino Satta, lavorò col padre fino al momento di emigrare a Torino.
  8.  Sebastiano Mannu: noto “buttiglia”.Nonno di Mario Casula, aveva un deschetto nella calzoleria adiacente a s’istangu, dove ci stava la moglie Domitilla, in via Vitt. Emanuele di fronte al comune vecchio.
  9. Vincenzo Dadea: aveva un deschetto proprio in via Falchi adiacente alle vecchie case di gija Manca Gavina. Sposato con zia Nicolosa Unali.
  10. Nanneddu Faedda: aveva un deschetto proprio in via Redipuglia a destra salendo di fronte a tiu Nanneddu Tedde, a fianco all’abitazione de tia Antonica dove ho vissuto fino all’età di sei anni.
  11. Beniamino Budroni: conosciuto come s’omineddu, sposato con Margherita Casu, lavorava come aiutante con Buttiglia, e anche con Gavino Satta noto Dorando, ma poi ebbe un proprio deschetto. Le sorelle erano Lisedda, Concetta e Angelina madre di Nino Cossu, padre di Marco Cossu.
  12. Nanneddu o Antonio Cherchi: era stato emigrato in Francia, aveva il proprio deschetto in via San Matteo, salendo a sinistra dove attualmente abita Giuliano Spanu.
  13. Giolzi Tedde: non aveva un deschetto proprio e lavorava per conto ora di uno ora dell’altro maestro.
  14. Cicciu Tedde: noto come Ciucciu Labbrosu, lavorava con lo zio Vincenzo Dadea.
  15. Cicciu    Boe: lavorava con proprio deschetto insieme al cognato Leonardo Muzzoni, in via San Matteo, dove oggi c’è il negozio di articoli di G.M.Ruiu, ma il laboratorio era prospiciente a via Galilei. Era sposato con Maria Piga sorella de unu lados di Leonardo e di Padromiglia.
  16. Leonardo Muzzoni: vedi n°13. Non era sposato, fratello di Tia Mauccedda.
  17. Gigi Murgia: noto Gigione per la sua stazza.Aveva un proprio deschetto in via Porrino dove attualmente c’è il laboratorio di maglieria di Rachele Scanu, al fianco del Bar di Marco Cossu,ed era padrino di mio zio Pietro Spanu che aveva lavorato con lui da ragazzo. La madre tia Anzeletta aveva unu butteghinu in via Marconi dove ora c’è la vendita del formaggio di Ninfra. Si era sposato a Ploaghe con Antonia Mezzettieri dove si era trasferito e continuava a fare il calzolaio.
  18. Giovanni Murgia: noto come “tiu Juanne de sa morte”, sposato con tia Farica Caccioni,era smunto e magro mentre il fratello Gigione era grosso e pieno di salute. “ogni setzida si buffaiat deghe litros de inu”. E infatti morì prima dl fratello Giovanni.
  19. Angelo Migaleddu: noto Cheledda, anche lui emigrato in Francia, aveva un proprio deschetto e lavorava in via Falchi quasi dirimpetto a zio Dadea.
  20. Pietro Scanu: noto come Pedrigheddu Bittichesu, anche il padre era soprannominato “bittichesu”, aveva il laboratorio in via Colombo.
  21. Giuseppe Piu: noto “campidanesu” era di Maracalagonis, sposato a Chiaramonti con Peppina Brundu, padre di Mariolino,Antonello, Agostino e Fabrizio.Aveva il laboratorio in piazza Repubblica dove oggi c’è il tabacchino “non solo fumo” di Ruiu.
  22. Mario Ledda: di Ploaghe sposato a Chiaramonti, aveva il laboratorio in via San Matteo, dove oggi c’è il circolo…………..Tanti anni fa, e fino dopo la guerra negli anni sessanta vi erano i magazzini dove vi si conservava il formaggio del commerciante Faricu Lezzeri.
  23. Antonio Luigi Loi: aveva il proprio laboratorio dove oggi c’è piazza Rosario.

 

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