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                                                                               GENTILUOMINI E BRIGANTI

comeravamo3armi.jpg (49581 byte) comeravamo1armi.jpg (7871 byte) Se vuoi la pace prepara la guerra; poteva essere questo il principio per cui ogni famiglia aveva a disposizione un arma per difendere se stessi e gli averi.

L'onta ricevuta veniva lavata col sangue applicando il detto l'occhio per occhio dente per dente. Non si conoscono nel nostro paese vere e proprie faide, anche se diversi episodi cruenti di sangue si svolsero in questa contrada e più di tutto nella zona che chiamiamo "caddura".

comeravamodonnarmi.jpg (10345 byte)Non sempre si applicava il Codice, anche perchè nelle contrade non c'era un codice scritto. Ne vigeva uno uguale per tutti e nessuno doveva e poteva disconoscerlo. Anche le donne non disdegnavano di impugnare le armi se la situazione lo imponeva.

Il potere civile e militare talvolta colludeva con quello religioso. Nel 1700 Juan Fais a Chiaramonti deteneva il potere e lo esercitava a proprio piacimento. Persino le guardie regie si guardavano bene dall'ostacolarlo e in più di una situazione sobillò il paese a non pagare le tasse, cosa che puntualmente accadde.

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Notizie del famoso  Giovanni Fay di Chiaramonte. 


Giovanni Fais nacque a Chiaramonti nel 1708 e vi morì nel 1791. La foto è casuale e non si riferisce alla persona trattata.
Non ho alcuna simpatia anzi, provo repulsione e disgusto per chi opera e ha operato nel malaffare. Si sa che qualche mela marcia si trova sempre all'interno di una cassetta. La storia ha i suoi personaggi ed esige per quanto possibile "la verità storica", nel bene e nel male.Questa premessa per dire che tra i nostri concittadini vi fu un certo Giovanni Fais e, ironia della sorte sposato con Baingia Unale che di par suo non sfigurava accanto al marito. La fantasia popolare forse ha accresciuto alcune situazioni contingenti determinando il Robin Hood di turno che non disdegnava di presentarsi tale al popolino, talvolta aizzandolo contro la giustizia e le istituzioni regie, fomentando disordini e azioni banditesche.

 Notizie del famoso  Giovanni Fay di Chiaramonte.   (V. Angius in G.Casalis,Torino 1850). Questi in età di 15 anni per omìcìdio commesso dentro Nulvi in complicità di suo fratello Antonio fu dannato nel capo , e in sua contumacia esposto alla pubblica vendetta. Non valse mai nessun'arte o  forza à coglierlo ed ópprimerlo , e solo un tradimento che pure sospettò, lo tolse di vita nell'anno settantacínquesimo di sua età ' e forse altro e tanto del secolo scorso.

Tra questa pubblica persecuzione ei  contrasse matrimonio con Chiara figlia di Francesco Unali capo di squadriglie, ed ebbene, Leonardo , Antonio , Catterina , Leonarda , Mattea. Le donne si distinguevano per bellissime forme,   grazie, e spirito ; gli uomini per un aspetto virile per coraggio e destrezza. Il primo fu ordinato prete , ma ritraendo quanto l'altro fràtello assai dal padre meritò che il governo lui spesso da un luogo in un altro sospingesse in esilio. Chiara degna madre di questi figli degna sposa del Fay , emola de' più forti , ed altrettanto e altrettanto coraggiosa quanto la nobile D. Lucia Tedde-Delitala ne massimi pericoli in cui trovossi il suo Giovannì cosi sapeva maneggiare armi che gli era spesso e difesa e utilissimo ausilio. Pari al valore fu in lei conosciuta la prudenza la quale spesse volte lui e suoi satelliti traeva da luoghi e lacci di perdizione con stupore dei nemici. Concorsi or dunque intorno al Fay quanti quella e nelle vicine contrade erravano diffidenti della giustizia, ei che tutti superava per robustezza, animo e destrezza d' ingegno, otteneva facilmente un assoluto impero sui medesimi. Però a lui temuto da tutte le genti d' intorno    pastori offerivano tutti gli anni tal doni che avean certa sembianza, di prestazioni baronali: barrancelli faceano parte de' loro guadagni e tutti i più ricchi proprietari gratificavano. In queste maniere egli comincio a formarsi una gran fortuna che aumentava con frequenti rapine. E perchè non accadesse che il fisco un giorno non s’impadronisse di queste sostanze mal acqui­state segnava le greggie e gli armenti col nome del figlio sacerdote. Con le quali violenze che e nuocevano ai dritti di altrui proprietà erano l'altre più crudeli che nuocevano alla sicurezza delle persone; onde temevasi in lui il ladrone e l'omicida. Tuttavolta cotanta malignità non era senza mistura di bene, e spesso comparendo tutt' altro che era , Cosi operava e parlava che fosse in lui ammirata la generosità la fede la urbanità. Molti che, da lui fuggendo, in lui incognito eransi incontrati , e seco di lui dicevano tutto il male che sapevano ritornando indietro dopo averlo riconosciuto ne diventavano af­fettuosi lodatori. Lo stesso duca di s. Pietro caduto, fra le sue genti fu dipoi tanto grato alle dí lui cortesie , che avrebbegli, ottenuta la libertà se l’avesse potuto indurre a lasciare in balia la di loro trista sorte i suoi seguaci.Molte oneste persone  tolse  il medesimo da gravi pericoli , e non temè però di provocar contro se l'odio e le armi di altri capi di squadriglie, rintuzzando l'audacia de più scellerati di, loro satellizio.

 

 

 

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