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LA PRIMA COMUNIONE

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mariocomunione1.jpg (24701 byte) La Prima Comunione era un traguardo molto ambito in quei tempi, penso anche adesso e sempre.
Eravamo a metà del 1900, mi pare nel 56  e gli avvenimenti per stare insieme agli amici e festeggiare,
erano pochi, direi rari. A parte le feste comandate il tempo trascorreva tra i giochi nella strada, e il
lavoro coi grandi nella vigna o nel seminativo. Era il momento nel quale le famiglie dovevano
affrontare l'acquisto di nuovi indumenti, cosa per il periodo,  un pò difficile per tutti, eccetto per
qualche famiglia agiata. Si trattava di un pantalone cucito da "tia Picciredda", di una semplice
camicia e un maglioncino sul quale appuntareil distintivo della croce. Ma più di tutto erano
le scarpe ad essere motivo di grande soddisfazione.
Quasi tuttti avevamo le scarpe grosse fatte dal calzolaio e i più fortunati le potevano tenere ai piedi
quotidianamente.
Si, perchè i più poveri se le legavano al collo per non consumarsi e quelli che le tenevano sempre,
prima di indossarle, dovevano portarle dal calzolaio che, sulla suola, vi inchiodava una moltitudine
di grossi chiodi dalla testa larga i quali dovevano impedire il consumo della suola di gomma. Le scarpe
nuove erano da tennis, sport sconosciuto ai più in quel tempo, tant'è che nessuno le chiamava da tennis
ma semplicemente "de istratzu" proprio perchè di stracci.

 

 

 

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