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                                                                       SOS RIONES

 

 

1)      S’istradone: attuale piazza Repubblica e qualche strada adiacente.

2)      Pala e chercu: attuale via Isonzo.

3)      Sa biccocca: via Cervi.(su palattu de su generale).

4)      Muru Pianedda: via Asproni e circondario.

5)      S’ulumu: attuale piazza Indipendenza.

6)      Littu: via Marconi in fondo vicino a s’abbadolzu e al boschetto.

7)      Sa Niera: via Carducci.

8)      Santu Luisi: via vitt. Veneto.via al castello.

9)      Santu Giuanne: zona chiesa di San Giovanni.

10) Sa Rocchitta: via Asproni sul dirupo, usato più tardi anche per il punto di fronte all’oleificio.

11) Caminu de cunventu: via armelo.

12) Carrela e cheja: davanti San Matteo.

13) Piatta: via V.Emanuele da dove si diparte via F.lli Bandiera.

14) Carrela longa: via lamarmora via  Azuni e via Madau fino alla vecchia caserma CC.Il numero civico si osserva arrivasse sino a duecento. ( appunti generale Cossu 1830).

15) Su salone: quello slargo di via Marco Polo.(Casalis 1830).
Le foto che seguono, la maggior parte, sono ritagliate da altre foto e sono puramente indicative dei rioni. Il perimetro è vagamente indicato da qualche via odierna. Mio padre Giovanni (1918)e, mia madre Giovanna (1926) insieme ai nonni matertni Pietro e Antonina ambedue dell'ultimo decennio del 1800, sono le fonti a cui ho attinto per queste notizie. "Non avevamo confini ben definiti e, nell'arco degli anni questi potevano cambiare, per svariati motivi".

 

-Nella foto a sinistra si può notare l'area di San Giovanni completamente disabitata, e destinata a vigneti e frutteti. Isolata tra il verde della campagna la chiesetta di San Giovanni Battista. In quella a destra si nota il belvedere della casa dei Madau, oggi Solinas, con la stradina che conduceva verso le scuderie e, il parcheggio del calesse. La zona era identificata come sa Bicoca, probabilmente dal nome in sardo del patio medesimo, e si prolungava verso l'abitazione del generale.
   Nelle due foto a fianco la zona della caserma dei carabinieri (1874)in auge fino a una ventina di anni fa quando fu trasferita nella zona di Cudinas, lottizzazione Brau.

--A sinistra Cudinas, oggi la Croce per via del cippo con una grande Croce di ferro. Il vecchio nome derivava dal grande tavolato calcareo vagamente sconnesso, a tratti pianeggiante dove veniva eseguita la raccolta dei cereali (s'arzola) sia a mano che a macchina con la trebbia.

--Pala de chercu ei s'abadorzu. Il nome pare che derivasse da una vecchia quercia che insisteva in sa pigadorza nell'area di via Sanzio e via Isonzo, mentre un abbeveratoio si trovava a fianco del mulino di Schintu.

- S'Istradone era l'area relativa a quella che oggi è piazza Repubblica; laddove oggi si trovano i giardini pubblici l'area degradava verso Funtana Noa e, venne riempita con la terra di riporto ottenuta dagli scavi relativi alla costruzione dell'edificio scolastico per le scuole elementari e medie.

-Una veduta della piazza antistante i giardini pubblici. Sulle facciate delle abitazioni prospicienti lo slargo nel periodo del ventennio campeggiano scritte che innegiavano al fascio.Nella foto a destra una veduta sul paese sottostante dal mulino a vento a Cudinarasa.
-In foto ancora s'Istradone col palazzo de su Vicariu e l'inizio della carrettera che scendeva verso gli orti e il lavatoio di Funtana Noa.Nella foto a destra sa pigada de Cunventu che parte da piazza Convento.

- Nella foto la vecchia parrocchiale di san Matteo Apostolo in su monte de cheja e, sul pianoro proprio prima della salita finale al monte, la zona di santu Luisi dove fino alla fine dell'ultima guerra si potevano notare i resti a livello di rovine di una chiesetta dedicata a san Luigi, tra le odierne abitazioni Unali e Soddu.