Monografia Speciale Anglona. Pubblicato su SARDEGNA ANTICA Culture Mediterranee.
Rivista Semestrale di Archeologia, Etnologia, Storia. Direttore Responsabile Giacobbe
Manca.
(n.d.a: il lavoro del prof.Giancarlo Pes è corredato dalle foto originali apparse a
suo tempo nell'articolo. Ne sono state inserite alcune dal sottoscritto relativamente al
costume e a personaggi di Chiaramonti).
COSTUME IN ANGLONA ( in fase di pubblicazione)
IL
VESTIARIO
POPOLARE
ANGLONESE
ASPETTI
TRASFORMAZIONALI
di
Giancarlo Pes
Nel ricco scenario di colori e fogge del costume popolare sardo, un ruolo apparentemente secondario è ricoperto dal complesso vestimentario dei paesi che costituiscono la regione storica dell'Anglona. E', questa, una zona caratterizzata da aree alquanto omogenee sia sul piano linguistico che culturale. Ribadiamo, apparentemente secondario, poiché la regione nel suo complesso fu tra quelle aree che più di altre subirono l'influenza della moda cittadina. Sotto tale influenza le fogge del vestiario tradizionale anglonese subirono una repentina trasformazione: in alcuni casi si indirizzarono verso forme e tipologie tipicamente legate alla moda d'oltremare, in altri sfociarono in forme composite che conservavano entrambi gli aspetti, in altri ancora in una vera e propria dismissione degli indumenti tradizionali a favore di quelli tipici della moda borghese cittadina. Ai colori seriosi ed alla rigidità dei modelli provenienti dalle città più importanti del Continente, ricorrenti nelle foto di fine Ottocento e inizi del Novecento, si contrappongono le descrizioni di svariato cromatismo di quei pochi viaggiatori della prima metà del secolo scorso che, passando per i paesi anglonesi, le annotarono nei loro diari. Altrettanto ricche di colori sono le descrizioni dei notai contenute nei testamenti ed inventari dei secoli XVII, XVIII e XIX che forniscono numerosi dati diretti ed indiretti sul complesso vestimentario dell'Anglona, sia esso maschile o femminile. Da questi dati si evince quanto questo fosse estremamente ricco sia nei tessuti che nei colori, rivelando un gusto cromatico tipico del
Perfugas- Guaine di busto fine 800 |
Castelsardo- Ragazze in abiti tradizionali su carro anni 20
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vestiario popolare
sardo presente anche in questo lembo di territorio.
L'Anglona è un
territorio molto ricco di
testimonianze del passato, forse non a caso è una
delle zone dell'Isola che vanta il maggior numero di emergenze strutturali di carattere archeologico di tutte le epoche, il
che lascia intendere come la regione fosse
fortemente popolata e partecipasse attivamente
a tutte le vicende del territorio in cui era inserita. Mantiene un suo nucleo storico che è costituito dai paesi di Nulvi, Chiaramonti, Martis, Laerru, Perfugas, Balzi, Sedini, e Castelsardo lungo la costa. Tutti gli altri centri oggi presenti (Valledoria, Santa Maria Coghinas, Tergu ed Erula),
ebbero autonomia amministrativa a partire dal 1961'. Questi ultimi
sorsero prevalentemente come stazzi nel
secolo XVIII ed in quello scorso,
grazie agli sconfinamenti di pastori
galluresi (aggesi e bortigiadesi per la gran parte) e ad immigrati
corsi i quali alcuni spinti da problemi ti alle costumanze della vendetta altri legati al
lucroso traffico di trabbando che si praticava tra le
due isole scelsero di stabilirsi sul litorale anglonese praticamente spopolato
apportando contributi sia sul piano linguistico che dei costumi, di cui il vestiario è una delle tante espressioni se non quella
di maggior vistosità.
Chiaramonti: il costume tradizionale sardo fino agli anni settanta del 1900, quando qualcuno cominciava a modernizzarlo.(archivio m.u)
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Chiaramonti: giovani ragazze con costume, verso gli anni cinquanta del novecento.(archivio m.u) |
Le prime
notizie indirette sul vestiario popolare
anglonese sono presenti negli Statuti di Galeotto D'oria per Castel Genovese,
risalenti al XIV secolo,
in cui si fa riferimento a calzature calcares e stiuales,
ed alla proibizione per le donne di partecipare ai funerali senza velo: 'Qui alcuna femina non depiat andare in fattu ad alcunu homini mortu o morta
scapidada, ne anchu non si scapidet in sa ecclesia ' ' Usanza questa diffusa in tutto
il contesto mediterraneo.
Le più antiche fonti documentarie relative al vestiario anglonese si possono rintracciare negli atti notarili del XVII e XVIII
secolo. Questi documenti fanno parte, alcuni del Cartolario
dei Frati Carmelitani di Chiaramonti, custodito
presso
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Nulvi: costume femminile di fine ottocento, appartenuto a mia bisnonna.(foto m.u) |
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Nulvi: busto di costume femminile e particolare. (foto m.u) |
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