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1° Maggio 2020

in tempo di covid19 senza concertone

La Festa del Lavoro che ancora Non C'E'... C'erano una volta i Diritti

Costituzione Italiana articolo 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Articolo 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere ...

Costituzione Italiana, art. 36: Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

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I numeri sono terrificanti e i giovani sono i primi a farne le spese. Nella nostra isola poi defraudata dei diritti da tutti i governi e martoriata dalla piaga della disoccupazione le cifre sono da capogiro: 50% i giovanisenza lavoro con punte fino a 60% e oltre se si considerano quelli che non lo cercano più.

 

Chi erano questi? Seppero inventare un sogno che a oggi è irrealizzato.Quel sogno è ancora possibile con la Lottta di Classe.

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Antonio
Gramsci
22 gennaio 1891 a Ales, OR
27 aprile 1937 a Roma

 

“La classe lavoratrice, obbligando la classe detentrice del potere ad assumere le sue responsabilità, obbligandola a portare fino all'assoluto le premesse da cui trae la sua ragione di esistere, a subire l'esame della preparazione con cui ha cercato di arrivare al fine che diceva esserle proprio, la obbliga (nel caso nostro, in Italia) a riconoscere che essa ha completamente fallito al suo scopo, poiché ha condotto la nazione, di cui si proclamava unica rappresentante, in un vicolo cieco, da cui essa nazione non potrà uscire se non abbandonando al proprio destino tutti quegli istituti che del presente suo tristissimo stato sono direttamente responsabili.”

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Enrico
Berlinguer
25 maggio 1922 a Sassari
11 giugno 1984 a Padova
 

 

“Pensiamo che il tipo di  sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza.”

“Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e con gli oppressi, non c'è più scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e suull'ingiustizia.”