I NURAGHI

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Di costruzioni di questo tipo, se ne conoscono delle altre che cercherò di presentare più avanti. Ritengo anche, da profano ma da profondo amante della propria terra e di ciò che essa contiene, che alcuni, nonostante le razzie perpetrate sin dal tempo dei romani conservino ancora intatte delle camere interne.

Col tempo poi, si costruirono le mura esterne, possenti e vigorose con tecniche costruttive molto particolari e sicuramente efficaci se per così lungo tempo essi sono arrivati sino a noi e ancora possenti e maestosi sfidano le inclemenze del tempo senza batter ciglio.

Certamente essi furono allo stesso tempo delle abitazioni, probabilmente del capo clan e della sua famiglia, vi si svolgevano riunioni, si dirimevano i contrasti e si tessevano alleanze. Al bisogno diventavano fortezze o luoghi di avvistamento in posti ritenuti strategici o comunque di rilevante importanza per la difesa del territorio e dei suoi abitanti. Infine potevano essere ancora dei luoghi di culto.

Ne sono un esempio lampante i nuraghi di Elighia che insieme alla fortezza nuragica presente sul costone domina da quota 600 e più metri, la pianura de "su campu de othieri" ad est, e tutto il territorio di Chiaramonti ad ovest.

              

                                                                                   

         -il primo nuraghe di Elighia-                        -il secondo nuraghe di Elighia-

I due nuraghi di "Elighia" appaiono all'occhio di chi li guarda da Chiaramonti sulla stessa linea dell'orizzonte come due sentinelle che dai 600 metri di altitudine dominano tutto l'altipiano di Sassu Altu, selvaggio ed aspro, ma ricco di macchia mediterranea e di profumi intensi di essenze indigene e di fiori di rara bellezza.

Stanno invece, su due diverse colline, distanti qualche centinaio di metri l'uno dall'altro, quasi dirimpettai, ma sfasati rispetto a chi li guarda dal paese o dal territorio circostante. Nella foto a sx si nota il degradare dell'altipiano da "su Sassu altu" giù per "Sassu giosso" e  fino a Chiaramonti. In quella di dx invece è chiaro come i costruttori abbiano sfruttato il dirupo naturale della collina, per determinarne un punto di avvistamento e di difesa difficilmente attaccabile.

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