I NURAGHI

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Se non ci fossero le leggende inframmezzate da realtà questi siti non avrebbero certamente quel  fascino e quell'aria di mistero che già di per se stessi hanno, ma che ciò nonostante, nello scorrere del tempo accumulano sempre più.

Per questo motivo voglio ricordare un fatto accaduto oltre cento anni fa e che viene riportato in una poesia e versione in prosa in lingua sarda dal poeta locale Ainzu Truddaiu, scomparso alcuni anni fa. Egli racconta di una "disamistade" che esisteva tra due famiglie locali, nata dal fatto, che due giovani di diverse famiglie si erano invaghiti di una bella giovane, la quale, per non dispiacere ad alcuno dei due o per sola vanità,  faceva credere ad ambedue di esserne innamorata o quantomeno interessata. Dopo diverse vicende e piccole scaramucce, i due passarono a fatti più concreti, fino al punto che uno di loro un giorno, vedendo il rivale a casa della donna, gli spara alcuni colpi di fucile. Questo fatto è, la classica goccia che fa traboccare il vaso quanto basta cioè, per passare a fatti più concreti e delittuosi che si svolgono in tempi successivi coinvolgendo tutti i componenti delle due famiglie.

Però prima che accada l'irreparabile intervengono i vecchi che saggiamente organizzano un incontro dei due antagonisti insieme ai reciproci familiari presso il nuraghe di "sue zunis" dove viene fatta la pace. Da qui il nuovo o se preferite il secondo nome di "nuraghe de sa paghes".

                                          Nella struttura del nuraghe di "sue Zunis", vi si nota una particolarità che non è richiamabile ad altri. Infatti salendo sul nuraghe ad una altezza dal suolo di circa 2.50 mt si nota una apertura (visibile nella foto in alto a dx), che dovrebbe essere il soffitto della camera centrale, ma che lascia perplessi in quanto non ha la forma ad ogiva di tutti gli altri nuraghi conosciuti. All'interno è evidente il crollo di alcune parti che impediscono una più accurata valutazione della struttura. E' possibile una camera interna di forma diversa da quella circolare conosciuta dai più, e che è sicuramente la più diffusa? A fianco a questa "fessura" che si apre lungo il diametro nord-sud del circolo nuragico, si sviluppano due muri equidistanti da essa come due corde dello stesso cerchio. Tutto attorno appare evidente la presenza  di un villaggio nuragico, sia per le  numerose fondamenta di capanne che di altre pertinenze, quali un condotto sotterraneo che dal nuraghe porta direttamente sul dirupo che dà sul fiume a nord, mentre distante un ventina di metri dalla torre centrale, verso est vi è una ellisse che ha come raggio maggiore mt.16, e raggio minore mt.5 circa, luogo destinato, probabilmente a cerimonie o a incontri collettivi finalizzati a chissà quale tipo di riunione: mi piace pensare a un rito religioso, iniziatorio, di amministrazione della giustizia ma anche per lo svolgimento di un gioco come passatempo. Riconosco che l'idea ricreativa, riferita all'attività quotidiana di questi popoli troverà pochi sostenitori, ma voglio pensarla in questo modo, in quanto non riesco ad immaginarli solamente dediti alla difesa o all'arte della guerra. La concentrazione di molti nuraghi su uno spazio relativamente piccolo mi induce a pensare ad un popolo che viveva in pace, in considerazione anche della numerosa selvaggina e di frutti spontanei che servivano per il loro sostentamento.

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