I NURAGHI
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Attiva o passiva, si presume comunque un'organizzazione militare, che non mi interessa perché non è la genesi del nuraghe. Ma se proprio dovessi qualificare, la difesa è "attiva", poiché niente, psicologicamente, è più forte ed aggressivo di un nuraghe che però non offre nessuna difesa, se non una miserevole morte da topo nella tana.Sparsi con diversa concentrazione su tutto il territorio sardo, lo caratterizzano e lo segnano con regole e tipologie che si prestano e si sono prestate ad interpretazioni diverse, per mancanza di attendibili testimonianze storiche o precisi riferimenti ad altre civiltà, considerata la loro singolarità ed originalità.

-particolari costruttivi interni del nuraghe-
La tecnica costruttiva è di tipo ciclopico, con concezioni strutturali che dimostrano il pieno possesso delle tecnologie costruttive a secco e tali da esprimersi con innumerevoli varianti tipologiche, dipendenti dalla destinazione, dai materiali litici, dalla personalità dei costruttori. In una parola sintetizzano cultura tecnologica e genius loci.Le interrelazioni territoriali riscontrabilí non dipendono dall'orografia o morfologia dei luoghi, anche se sono spesso dislocati in posizione dominante e visibile, quanto piuttosto da relazioni di tipo geometricoastronomico.

-esterno di due nuraghi con particolarità costruttive diverse-
A
scala di oggetto, i riferimenti geometricoastronomico sono ravvisabili
nell'impianto planimetrico e nei particolari costruttivi.
Non
assegnerei al "nuraghe", in un'ideale estrapolazione del tipo
classico, monotorre, con una o due camere, alcuna destinazione d'uso: né
tempio, né fortezza, né casa, né tomba.... quanto una funzione cosmizzante
dello spazio e del tempo, necessaria all'uomo che esce dal neolitico, quel
particolare periodo che per certi versi permea ancora la nostra civiltà,
caratterizzato dalla capacità di produrre mezzi di sopravvivenza, ma che
soprattutto fa perno sull'osservazione scientifica.