I NURAGHI

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Come sono statì costruiti i nuraghi?  

«La risposta è sempre stata quella generica suggerita per le piramidi egizie e per altre moli megalitiche, l'uso cioè di un piano inclìnato dì terra e pietre, facendo scorrere i materiali su rulli. Ma recenti osservazioni fatte nei nuraghi Corbos Silanus e Succoronis Macomer, dove il muro esterno fa vedere profondi e larghi incavi disposti obliquamente per l'elevato, hanno indotto a supporre l'impiego d'una sorta di robusto scalandrone di legno, lungo il quale saliva il carico di pietre e l'altro occorrente per comporre la struttura».

Questa è l'ultima versione che Giovanni Lilliu nel volumetto Sardegna nuragica (1966) ci offre; eppure in molti, in questi ultimi anni, hanno scritto che tale ipotesi non regge, sia per quanto riguarda il piano inclinato, sia per i rullì. Anche Giacobbe Manca ha criticato il piano inclinato esterno ed in alternativa propone una rampa elicoidale in legno infissa nel paramento del nuraghe.Quella più largamente diffusa rimane il piano inclinato: ipotesi facilmente smontabile dalla semplicissima osservazione di Mauro Maxia: cosa succede quando il nuraghe vìene costruito in cima ad un cocuzzolo?

  

   -i due nuraghi di Elighia su due cime contrapposte a qualche centinaio di metri-

E' stato spesso detto, anche a proposito della costruzione delle piramidi d'Egitto, che la costruzione della rampa diventa più impegnativa dell'opera stessa da realizzare e pertanto non è un mezzo intelligente, anche se possibile. Se la pendenza della rampa fosse intorno al 25-30%, corrispondente all'inclinazione della rampa interna del nuraghe, la quantità di materiale occorrente per il piano inclinato sarebbe pressoché uguale a quella del nuraghe, ammesso di costruire dei muri di sostegno laterali, altrimenti, se il materiale fosse sciolto, terra e pietre, a causa dell'angolo di natural declivio, ne servirebbe molto di più. La rampa però potrebbe servire per i primi metri (fino a 3-4), poi il materiale potrebbe essere portato a braccia (con barelle), infatti i massi diminuiscono di volume verso l'alto.Questa constatazione è stata uno dei concetti guida che mi hanno portato a formulare l'ipotesi che il nuraghe sia "macchina di se stesso", cioè che il nuraghe abbia incorporata la rampa, attraverso la quale i massi venivano portati in alto. 

Anche il cuneo fa parte della cultura tecnica dell'uomo, fin dal paleolitico, con applicazioni di grande utilità. Un sapiente gioco di cunei è spesso applicato per tenere bloccata la punta della freccia all'asta, per non perderla una volta conficcata nelle carni della preda. Ancora il cuneo trattiene l'ascia al manico: ma la stessa ascia, sia di pietra sia metallica è a sua volta un cuneo... 

Nel nuraghe il cuneo è presente non solo come zeppa, ma molti concì  "chiodi", come li chiama con grande efficacia lo Spano  sono la macchina che, come le pietre lavorate a prisma dell'arco, impediscono la rotazione degli anelli concentrici della tholos.

(le pagine da 22 a 25 sono tratte da "Accabadora" di Franco Laner)

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