I NURAGHI
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ORIENTAMENTO E SISTEMA COSTRUTTIVO DEI NURAGHI
Scelto
il luogo, dove immagino piantato un palo o comunque determinato il centro,
l'asse di riferimento di tutta la costruzione che idealmente trapassa la terra e
si collega al cielo, quell'axis mundi
di universale riferimento dell'atto
costruttivo (in quanto ogni costruzione è un centro), sono determinati gli
orientamenti cardinali ed astronomici, dove poi troveranno sede nicchie e
aperture. Compiuti quegli atti tecnici di fondazione, di inizio, che coincidono
con l'atto creativo, rituale, in una parola, cosmico, poiché supera il caos e
da ordine e quindi rassicura e protegge, sacro e profano sono separati e
definiti, si realizza il primo, potente giro, aperto in direzione sud-est ed
interrotto, per dar luogo alle tre nicchie, ricavate nello spessore murale della
tholos, orientate con assi astronomici. Una domanda si sono posti tutti i più
attenti studiosi di nuraghi, costatando che la loro entrata è posta nella quasi
totalità nella direzione sud-sud- est, precisamente intorno ai 150°,
(precisamente 148°).
La risposta a tale costante orientamento, è stata data in relazione alla migliore insolazione o per ripararsi dal maestrale, così come oggi la planimetria distributiva degli appartamenti tiene conto dell'esposizione e dei venti. Credo di poter affermare che tale orientamento è la conseguenza della scelta iniziale dell'asse delle due nicchie interne, orientate l'una sull'alba al solstizio estivo e l'altra sul tramonto al solstizio invernale. Questo è un asse fondamentale, visibile e registrabile: il sole, indugiando, "sostando", indica questi due significativi punti, i più carichi di significati, perché il più alto e il più basso punto dell'eclittica solare. Ebbene, se si traccia questo asse, che è intorno ai 58° l'altra nicchia e l'entrata risultano, per la divisione in quattro parti, a +90° (58°+90°) = 148°. L'orientamento dell'entrata è quindi la conseguenza dell'inizíale, determinante, significativissimo, orientamento.

Il
cerchio consente di tornare all'inizio e di ricominciare. All'utilità statico
costruttiva della pianta circolare, si unisce la ripetizione, la possibilità di
riprendere ab initio, negando
la rettilineità del procedere in avanti, a favore della concezione della
circolarità, quindi sospensione, del tempo.
Si
ricomincia a costruire sul già fatto, che diventa gradino, piattaforma per
proseguire. In questo modo la costruzione diventa macchina di se stessa. Il
piano inclinato è congelato nello stesso nuraghe. Il piano di
lavoro è lo stesso piano del corridoio interno che si svolge a spirale
ascensionale, realizzando così un altro intendimento. Si materializza cioè il
significato del màndala e del labirinto: si crea la difesa dal caos. Il mandala
segna l'ordine cosmico, il labirinto difende dalle forze negative esterne.
La tholos è costruita e chiusa per prima, in quanto la rampa, che rimane esterna alla tholos, deve essere libera, sia perché è "strada" di trasporto, sia perché è base per la posa dei conci della tholos. La chiusura della rampa ascensionale, che ha già una parete aggettante (quella esterna della cupola) avverrà conseguentemente e contestualmente alla costruzione del paramento esterno. Le pietre per la prosecuzione della costruzione, verranno trasportate passando nella rampa che progressivamente si chiude; essa è sufficientemente larga per il passaggio dei massi, sia sollevati con barelle, sia trascinati.
-da Accabadora di Franco Laner.