I NURAGHI
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-vista dall'alto e frontale a dx di grosso incavo su trachite-
La popolazione nuragica si dedicava alla caccia e alla raccolta dei frutti che la natura prodiga offriva loro in grande abbondanza. Era necessario ingegnarsi in qualche modo per ricavarne dei derivati come succhi, oli, farina e fibre dai vegetali, pelli, lane e ossa dagli animali. Bisognava perciņ munirsi di frecce, pugnali e raschiatoi per catturare le prede e poi conciare le loro pelli raschiandole dal grasso e dal sangue, mentre per le bacche e le granaglie era necessario avere gli strumenti adatti alla molitura o alla macina. Se il quantitativo era di una certa rilevanza in relazione alla popolazione era necessario avere a disposizione una grossa macina (v:foto sopra), nel caso si trattasse di pochi individui bastava averne "una familiare" (v.foto sotto).

-macina a mano a sx; resti di ciotola nuragica a dx-
I liquidi ottenuti si riponevano all'interno di ciotole di terracotta o anche all'interno di strutture concave che le numerose sugherete offrivano abbondantemente.