I NURAGHI:
pag.32
Ho avuto modo di parlare, anche ampiamente, del sito di su Caddalzu (Tombe dei giganti pag.7).In questa pagina voglio proporre un altra ricostruzione, poiché in occasione di una ennesima visita al sito non si può che restare attoniti e meravigliati dalla presenza di diverse costruzioni. I siti del disegno sono lontani tra di loro da due a trecento metri l'uno dall'altro, e sono riportati immaginando di trovarmi davanti alla tomba dei giganti "thaurus" avendo alle spalle il runaghe di "Enalonga".
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Sito di "su Caddalzu" e dintorni. I singoli siti non rispettano le reali distanze. |
Nel disegno qui sopra, l'orizzonte è volutamente allargato, da posizione
Est per 180° circa, e per una distanza in linea retta di circa 800 metri.
D'altra parte non si può disgiungere il territorio a seconda delle proprie
esigenze, ma bisogna rispettare la dislocazione e la continuità in termini di
costruzioni che certamente le popolazioni nuragiche dovevano attribuirgli.
Infatti le tombe dei giganti si alternano ai nuraghi senza soluzione di
continuità, quasi in un dipanarsi di un tutto unico appartenente alla stessa
popolazione come se fosse lo stesso clan. Se così dovesse essere si tratta
sicuramente di molti individui che certamente vivono in pace e prosperità tra
di loro e con le genti dei territori attigui. Essi sono dediti
all'agricoltura e più ancora alla pastorizia, poiché i terreni sono molto
fertili e ricchi di acque perciò adatti all'allevamento. Soddisfatte le
esigenze primarie del nutrirsi, ripararsi e coprirsi, queste popolazioni si
dedicano alla costruzione di mura ciclopiche, di tombe e di nuraghi altrettanto
imponenti. Possono insomma dedicare il loro tempo ad un altra esigenza pressante
che è il culto religioso. Se gli dei sono propizi arriveranno altri figli per
contare maggiormente all'interno del gruppo, si potrà avere un buon raccolto e
gli animali figlieranno altrettanto numerosi. A questo scopo bisogna ingraziarsi
le divinità per la fertilità ma che dovranno vegliare anche sul sonno
dei loro cari che sono morti e che secondo il loro credo tornando nel grembo
della Madre Terra coperti di ocra rossa li guideranno nelle scelte quotidiane e
li difenderanno dai nemici attraverso dei segnali che l'oracolo o il sacerdote
interpreteranno quando entreranno in contatto medianico con loro presso le
tombe.
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