I NURAGHI:
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pag.1 LA LINGUA
Una cosa che mi
ha molto appassionato e che riesce più di ogni altra a coinvolgere nella
discussione con gli amici, é la domanda: i protosardi delle domus de janas, il
popolo dei nuraghi e quelli del mare gli Shardana, avevano una lingua? com'era
scritta? e quale suono aveva?
Che essi abbiano raggiunto un elevato grado di civiltà é inequivocabile, per
cui sembra strano che non avessero dei segni che rappresentassero qualcosa, come
un simbolo o un fatto, se non un concetto vero e proprio. Devo dire che
una persona cerca un bene o un oggetto quando questa sente il bisogno di
qualcosa che va soddisfatto: così come si cerca un alimento o lo si produce per
soddisfare il bisogno del nutrirsi, o un riparo e una capanna per ripararsi o
ancora una pelle o fibra vegetale per coprirsi, soddisfatti questi bisogni che
possiamo definire primari, l'uomo "passa" ai cosi detti
secondari dedicandosi alle costruzioni più impegnative (i templi e le
tombe) e all'arte per rappresentare gli dei che lo proteggono o se stesso
nelle vicissitudini della vita quotidiana nella caccia o nella guerra etc.
Probabilmente quindi non sente il bisogno di trovare dei segni o meglio di
tracciarli, di scriverli per comunicare agli altri le sue conoscenze e le sue
esigenze. D'altra parte ancora oggi molte comunità non urbane non sentono
questo bisogno. I sardi perciò trovavano giusto il bisogno del rapporto con gli
dei e quindi edificavano delle costruzioni ciclopiche, i nuraghi, i templi
per ingraziarsi il dio della fertilità e ancor più la dea Madre. La loro
lingua parlata e sicuramente diffusa per tutta la Sardegna era unitaria e
veicolo di trasmissione delle conoscenze tecniche e tecnologiche non che delle
decisioni a carattere politico e sociale. Essa era usata semplicemente a livello
orale e non scritto. Però mi domando ancora quale potesse essere. Ed é
possibile che dopo migliaia di anni sia ancora rimasta qualche traccia
nella nostra lingua sarda attuale? Partendo dagli antroponimi e dai toponimi
risalire ad un eventuale embrione di lingua? Vediamo un confronto tra le radici
sarde e asiane. Numerose sono le parole con NUR ma anche quelle con la radice UR
(sumero URim, accado URu). UR era anche l'importante città sumera da tutti
conosciuta, URi era chiamata l'accadia dai sumeri e ancora significava casa o
cerchio. In Sardegna questa radice é diffusissima: il paese di URI, URzulei,
URas, URrà fraz.di Alà, o come denominazione di molti nuraghi quali URas,
URasa,URana, URrai, Ui (o forse URI?). Altra radice comune, asiana sarda
é AL /A. I monti ALA in Persia, ALAshia l'antico nome di Cipro, in
Sardegna il paese di ALA' dei sardi i monti di ALA', regioni come ALera,
ALisa, ALAstria, ALAsicheddu, ALes, ALlai.
Affinità si trovano anche nella lingua parlata: ANNA=donna (anna e muru o tana
e muru=donnola), EKA=porta,GES=albero (GESturi), mura e GESsa, ossia murighessa.
KUR=paese cima, KUkuru, KUrulis. Ki=luogo abitato KIa, dualKI, busaKI. KALIBUN=cane,
KAteddu, KEA chea ossia luogo acquitrinoso.KU=mangiare, KUtzula o KOtzula, KISUR=chiudere,
vedi KIjura o KISURa, SAMU= pioggia vedi SAMUnare, ancora SUKU=pane, vedi su
SUKU (minestrina). GEN=montagna, vedi GENnargentu e GENnas. MAS=capra, vediamo
MASua, MASullas. SILA=agnello, SILanus. TAL=largo, TALana.Si potrebbe continuare
ancora, ma é questa una materia che va approfondita e trattata da studiosi del
settore per cui mi limito a riportare questi pochi esempi da semplice persona
curiosa che vuole fare da tramite verso quegli amici poco informati o
semplicemente denigratori dei padri che ci hanno preceduto. Questa pagina é il
sunto di una meravigliosa serata passata a discutere sulla lingua dei nostri
padri. Ho pensato (e il fatto non é casuale) di utilizzare come sfondo pagina
questo strano "amuleto" bello e inquietante allo stesso tempo.M.U.
Continua.