I NURAGHI

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Il nuraghe Corrales è maestoso, misteriosamente affascinante. Purtroppo come la maggior parte degli altri nuraghi del nostro territorio, è in uno stato di decadenza avanzato, si che l' ho segnalato a diverse istituzioni, le quali come si suol dire "nicchiano" trincerandosi dietro un semplice ".....non possiamo...non abbiamo fondi!!". Gli assestamenti del terreno su cui poggia e della costruzione stessa in tanti secoli trascorsi, insieme a piccole scosse telluriche possono aver determinato lo stato attuale, peggiorato dall'intervento di pronto soccorso di qualche anno fa dei vigili del fuoco; intervento operato con grossi mezzi semoventi finalizzato a liberare una persona che era rimasta incastrata sotto grossi massi caduti chissà per quale motivo, spostati dalla posizione originaria e poi lasciati al caso, talvolta anche in bilico. Ciò nonostante è stato possibile entrare dentro al nuraghe per fare un rilevamento sia pure sommario della struttura. Si tratta verosimilmente di un nuraghe monotorre a due piani sovrapposti, quello al primo piano raggiungibile attraverso una scala che si diparte dall'ingresso principale in senso orario dal piano terra. L'ingresso è per la quasi totalità occluso da materiale di crollo, riporto e sedimentazione per cui è necessario entrarvi dalla finestrella proprio sopra l'architrave e calandosi in un pertugio fra due architravi ci si ritrova davanti all'ingresso della camera centrale che ha uno spessore murario di metri 1.80. Dall'andito si osservano da sei a sette architravi ad una altezza di metri 2.50 dal suolo che si muovono parallelamente al corridoio che immette nella scala, e sostenute, dal paramento esterno della torre e il muro della camera centrale, ragion per cui i primi metri della scala a sx sono come dire "bassi" e si evolvono fino a quando il piano inclinato della scala che sale al primo piano consente il passaggio di una persona di media altezza. 

Nuraghe Corrales: ricostruzione a cura dell'autore. M.U 2004

La camera centrale di diametro intorno ai quattro metri è bene conservata ed è alta circa quattro. E' ottenuta con pietre poligonali di media grandezza e raramente sono squadrate; non si notano reseghe o fori che possano far dedurre  l'esistenza, in passato, di piani lignei. Il pavimento della camera è ricco di detriti e di materiale di riporto dello spessore di oltre un metro e presenta grossi scavi operati da stolti, per cui la lettura stratigrafica dei sedimenti risulterebbe artefatta se non impossibile. Disposte ortogonalmente rispetto all'ingresso, vi sono le tre, caratteristiche, direi quasi canoniche, nicchie o cellette: quella frontale è la più grande ottenuta dentro lo spessore murario della camera stessa con spigoli aggettanti. Quella di sx è totalmente coperta da detriti, se ne intravede solo l'architrave. La nicchia di dx è invece in effetti l'ingresso alla camera di interpiano che si trova proprio sopra l'andito all'ingresso principale: questa ha una profondità di circa 5.00 metri, larga 1.00, alta circa 2.00. Essa si raggiunge con una scala o piano inclinato che si sviluppa per 90° in senso orario e corre sopra la nicchia di guardia. Degni di attenzione sono i resti di fondamenta attorno al nuraghe che appaiono posteriori alla costruzione e realizzati forse in tempi recenti.Ciò che di più ha destato la mia attenzione è però la pianta del nuraghe sulla quale ho una mia idea ancora da valutare con attenzione, perchè si tratterebbe davvero, di qualcosa di eccezionale.......anche se il tutto, già lo è !!!!.

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