I NURAGHI

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                                                 ANATOMIA DI UN NURAGHE

Quando entri dentro un nuraghe lo senti respirare. E' come viaggiare dentro le sue viscere per coglierne il suo animo più profondo: la sua antica storia, le sue gioie le sue pene. Il suo odore è caratteristico, amico, profondo e incerto, antico e misterioso. La polvere e le muffe, altri microrganismi ancora, hanno colonizzato ormai da tempo tutti gli spazi tra pietra e pietra. La grande costruzione ciclopica ti avvolge e ti sovrasta, non finisce di stupirti per l'arditezza delle sue soluzioni architettoniche sicuramente funzionali alle motivazioni che ispirarono la costruzione e il suo costruttore.

Assonometria prospettica di un nuraghe.

Ia sensazione che ti incute è il timore dell'immenso, del soprannaturale e del caos. Quì invece è tutto ordine, perfezione, geometricamente collegato col cosmo, quindi, richiamabile a Dio, é perciò sicurezza e certezza. L'uomo non si sente più solo ma è un tutt'uno con la divinità che lo protegge e che lo armonizza con se stesso e con l'ambiente. L'uomo che esce dal neolitico, dal caos, ha bisogno di "cosmizzare l'ambiente", di definirlo marcandolo e di appropriarsene secondo le sue esigenze materiali e spirituali. Egli lo fa con una costruzione ciclopica e duratura perchè solo così Dio può manifestarsi e potrà proteggerlo  dagli spiriti cattivi. Non sono mai riuscito a conciliare l'idea che il nuraghe potesse essere fortezza o più semplicemente abitazione. In esso non vi si trovano i canoni per cui ne deriverebbe ne l'una ne l'altra cosa. Caso mai all'occorrenza, quindi al bisogno potrebbe essere l'una e l'altra. Quando l'uomo costruisce un bene (oggetto), lo fa dietro la spinta di un bisogno di una necessità. Materiale o spirituale che sia, essa determina  una esigenza, per cui la costruzione di quel bene soddisferà quel bisogno rendendo piena soddisfazione all'uomo. L'ottenimento di quel bene presuppone una conoscenza dei materiali, e della loro lavorabilità (tecnologia), delle tecniche di costruzione, nonchè del possesso di tutte le conoscenze e degli strumenti adatti alla costruzione stessa. Solo nel caso che esso funzioni e che svolga appieno la sua funzionalità, solo allora assurgerà al suo vero ruolo, per il quale è stata ideato, progettato e costruito. Perchè esso sia visibile e sacrale, deve essere di grande impatto e duraturo nel tempo. Per questo l'uomo si rivolge al megalitismo e al ciclopico. E' il solo modo per avere Dio vicino a sè, nella sua grandezza e nella sua potenza, perchè solo in questo modo l'uomo può dare a se stesso certezze che gli derivano dalle insicurezze e dalla lotta quotidiana che deve affrontare in competizione con altri esseri simili o animali e con le immani forze della natura e delle sue manifestazioni. Il più delle volte incomprensibili alla ragione pura, ma non al sentimento religioso che lo sta pian piano pervadendo e che gli sta procurando la giusta dimensione umana.  Continua   >>>>>> pagina 40