I NURAGHI
pag.41
Quando mi sono trovato di fronte a quanto viene mostrato in questa pagina, la sorpresa ha lasciato subito lo spazio all'ammirazione. L'entusiasmo che ne è seguito ha sovrastato tutti i miei sentimenti interiori e la meraviglia ha preso il sopravvento per quel grosso monolito. Ero di fronte a qualcosa di inaspettato e di inconsueto. Si tratta infatti di un grosso masso di trachite bruna (in situ), punteggiato da colonie di muschi e licheni che contribuiscono col loro colore a donare profondità e volume, alla struttura che antiche popolazioni hanno foggiato, dandogli una forma finalizzata chissà a quale scopo. Non ho la pretesa di conoscere quale sia stato il bisogno che ha condotto quella mente e quelle mani ad ottenere un siffatto bene, ma sento, che quantunque mi guidi solo la passione ed una modesta conoscenza delle abitudini materiali e spirituali degli antichi nuragici, di avere imboccato una probabilistica lettura che si avvicini, il più possibile, alla realtà. Esso, si trova inglobato dentro delle fondamenta circolari larghe 1.50 metri circa, in direzione nord ovest, con un diametro di dieci metri circa. Le medesime, dopo un angolo di circa 90° in direzione nord est, e sempre all'interno dello spessore murario, evidenziano un altro contenitore concavo di forma rettangolare. Altri in numero di due, di ridotte dimensioni, stanno all'interno della circonferenza. Un altro ancora di forma rettangolare, è posizionato esternamente al primo. In direzione sud sulla superficie di un masso poligonale ancora un altra piccola conca (calotta sferica) con scolo, e un quadrato di dieci cm di lato, profondità due, anch'esso con scolo. Il primo circolo murario ottenuto con pietre di discrete dimensioni si presenta ad est con due tre filari di pietre appena sbozzate, mentre un altro circolo più esterno di pietre ancora più grosse si sviluppa nel declivio della collina. La sensazione dell'insieme è di trovarsi in una fucina, davanti a delle lingottiere di forma e di ampiezza differenti. Quando però ci si ritrova davanti al primo monolite è la presenza dei gradini a rendere difficile la lettura e dare una relativa conclusione.Pare infatti che tali gradini ti invitino a salire e a percorrere quel tragitto finendo coi piedi dentro la concavità, da cui ti appaiono tutte le altre. E quasi in un tragitto obbligato verso est dove tra i due muri di perimetrazione ti avvii ad uscire, in una sorta di piano inclinato curvo, verso il piano di campagna ad una quota inferiore. Con dei cari amici ( Sergio e Riccardo) che come me, amano la Sardegna e la sua sardità, abbiamo convenuto trattarsi sicuramente di un luogo molto importante da un punto di vista materiale, ma più di tutto, pregno di una certa spiritualità che aleggia tutt'intorno.