LA TOMBA DEI GIGANTI:

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>>>        Dolmen

 

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Analogie e Similitudini>>>>>>>

 

 

 

 

 

 

 

Le Tombe dei Giganti non sono altro
che dei sepolcri del periodo nuragico sardo
e hanno assunto questa definizione
probabilmente in periodo giudicale, ma poco
importa, in quanto nelle credenza popolare,
data la loro grandezza si pensava vi fossero sepolte persone di grande statura, giganti per l’appunto, o come in altri luoghi anche
de sos Paladinos. In lingua sarda anglonese sas Tumbas de sos Zigantes e in gallurese
de sos Paladinos sarebbe riferita anche al rango delle persone: re, capi tribù, sacerdoti.

 

Non vi è errore più grande in questa considerazione in quanto risulterebbe assodato che erano delle tombe a deposizione
secondaria per tutta la collettività. Dal punto di vista strutturale non vi è nemmeno una caratteristica comune che si ritrova
sempre uguale in tutti i siti. TdGsepltrpaglidolo.jpg (202402 byte)Solo per comodità del lettore ne presento un tipo in questo disegno.

 

 

Anteriormente vi era una struttura a semicerchio, esedra, che richiamava le corna del Dio Toro-Sole,
e al centro di questa una piccola apertura se riferita alla mastodontica costruzione dove avveniva
la deposizione secondaria dei morti, dopo essere stati scarnificati e bruciati per eliminare le parti
molli dei muscoli. Sempre davanti vicino all’ingresso vi era un betilo, maschio, femmina, o tutt’è
due insieme che doveva vegliare sul sonno dei defunti. Dall’apertura si accedeva al tumulo
vero e proprio dove avvenivano le deposizioni, come nel periodo delle Domos de Janas ancora
in posizione fetale e ricoperti di ocra rossa a simboleggiare il sangue, col quale
la Grande
Madre
Terra avrebbe rigenerato nuova vita.

Concio apicale di probabile ornamento sacro rituale di una TdG.

 

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Rito religioso di inumazione in Tomba Dolmenica con esedra.

 

 

 

 

Non sempre ma sulla sommità dell’esedra,
talvolta veniva posto un concio a dentelli o
di altra fattura similare che faceva parte
della liturgia funeraria ed esso stesso
rappresentava il Dio nel pensiero
monoteistico ma che si esplicava
nel dualismo maschio femmina, tra la figura
del Sole che infonde energia vitale alla
Madre Terra che crea genera e dà nuova vita.
Il nostro territorio presenta diverse
tipologie e vi esonero dalla loro descrizione,
poiché ciò spetta agli studiosi. Io mi
atterrò unicamente alla loro pubblicazione fotografica.

 

 

Fotografie parziali delle Tombe dei Giganti nel territorio di Chiaramonti.
TdGsepltibil.jpg (117546 byte) TdGsepltrcorral1.jpg (64439 byte)
Le TdG sono coeve al periodo nuragico; dal punto di vista costruttivo sono un anello di congiunzione tra la cultura di Bonnannaro e quella nuragica che sta nascendo, e che darà unitarietà politica e di identità alla nazione Sarda e al suo popolo.
Sopra: a sx una modestissima tomba a Tibile. A dx il dolmen monumentale di Corrales.
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A sx la TdG di sa Figu Niedda ai confini con su Caddalzu o Paddalzu. A dx la monumentale TdG con esedra e Circolo Cerimoniale di sa Midda Manna.
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A sx la TdG di monte de s'Ozu con esedra, a dx quella monumentale di su Agantinu.

Sotto a sx. la TdG di Truddariga, a dx quella di sos Pochileddos. Forse un Tempio a Megaron Greco?

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                         -La tomba dei giganti di Punta Corrales-

Il culto dei morti e delle divinità costituiva per i nuragici come per tutti i popoli un momento nel quale ci si doveva "imbonire" gli Dei. La costruzione di grandi "altari" e di luoghi cerimoniali era quindi importante per la collettività. Alcuni dei dovevano vigilare sui defunti  complesso si estende in una larga area dove è possibile rilevare evidenti resti dove si svolgevano le cerimonie. Evidenti sono le conoscenze astronomiche che i nuragici possedevano in quanto il 23 di Giugno il disco solare quando sorge è perfettamente allineato con l'asse longitudinale della tomba e appare inserito centralmente all'interno del grande monolito. 

Questa tomba ha un ingresso imponente, che ricorda un Dolmen, costituito da due pietre verticali coperte da una orizzontale. Vicino a questo vi è un’altra costruzione simile, eccetto che per l’ingresso e per le proporzioni molto più vaste. Anch’essa sembra ripetere  la struttura della protome bovina ma il suo ingresso non risulterebbe ad Est, come usuale in questo tipo di tombe, ed è costituito da un basso muro con pianta trapezoidale che rappresenterebbe il muso della protome. In quest’ultima tomba le proporzioni sembrano invertite, essendo le corna molto lunghe ed il “muso “ piccolo.

 

       disegno della tomba dei giganti di Punta Corrales, di Iuri Unali.

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