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                      SOMMARIO de "La grande e la PICCOLA storia"     
                                       
LA STORIA IN MUMERI  Tabella      >>>
Paleolitico Bonu Ighinu San Michele Sas domos de janas Megalitismo
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Dolmen
Abealzu
Filigosa
m.Claro
Bonnannaro
Nuragico
8  9-10-11-12
SardiNuragici Prof.Massimo Pittau IRunaghes1 IRunaghes2
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La grande e la PICCOLA storia

Le fonti mute sono proprie della preistoria. Scheletri,utensili,armi, resti di abitazioni, di cibo, servono allo studioso per ricostruire i primi passi dei nostri antenati.

Le fonti orali sono costituite da canti  leggende e racconti che vengono tramandati oralmente.

Le fonti scritte si riferiscono a diari libri ed altri documenti.

Atlante che sorregge il globo terrestre.

 

 


figura 1.

 


figura 2.


figura 3.
Archeologia sperimentale: figure 1,2,3.


amuleto cerimoniale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L'uomo nel corso della storia ha sfruttato le risorse naturali adeguandole alle sue esigenze e a quelle della sua famiglia.

Ognuno di noi col suo vissuto quotidiano, contribuisce a scrivere la storia, la migliore possibile. Con le azioni quotidiane attraverso il lavoro, la famiglia il rapporto con gli altri. La storia è una scienza che studia il passato ricercando i fatti che in esso sono accaduti. E' anche conoscenza delle speranze e delle delusioni, delle gioie e delle sofferenze, delle lotte e delle guerre e degli ideali dei nostri progenitori che nel tempo ci hanno preceduto. Attraverso la storia dobbiamo comprendere come e perchè, dove e quando le diverse società sono riuscite a costruirsi un futuro più umano e civile. Quindi non una sola elencazione di eventi ma una analisi e comprensione di essi di modo che anche noi possiamo contribuire a costruire un futuro di pace e di libertà col miglioramento delle condizioni economiche sociali e politiche delle nostre comunità. Sembra una frase fatta ma cosi è: "Conoscere bene il passato per poter costruire un futuro migliore". Con la storia comprendiamo i motivi che hanno spinto l'uomo ad agire per realizzare la giustizia, la libertà ed il benessere o anche per sopraffare gli altri conservando i privilegi. Ma spiega anche come si sono fatte alcune leggi e perchè ancora oggi le osserviamo, degli ordinamenti politici dei principi religiosi e delle consuetudini. Cosi è, che anche il nostro territorio con le popolazioni che in esso vi si sono stanziate, ha contribuito a scrivere qualche riga di essa.

 La società paleolitica

I riti magico-religiosi richiedevano la presenza di uno specialista del rito: lo stregone, o   lo sciamano. Questo svolgeva
il ruolo tipico del sacerdote
ovvero di colui che mette in rapporto gli uomini con la divinità. Per l’importanza e il prestigio
di questa funzione, lo stregone aveva un ruolo tanto importante che colui che lo esercitava, spesso, era il
capo della comunità. L'emergere della figura del capo fu la prima importante differenziazione di ruoli che emerse nella società
paleolitica dopo quella tra maschi e femmine. La caccia era diventata un compito specializzato degli uomini, che seguivano
 per giorni il branco degli animali, mentre la raccolta di frutti spontanei e la cura dei pic-
coli  era affidata alle donne. Questa divisione del lavoro basata sui sessi ebbe enorme importanza, perché si sarebbe mantenuta
nel corso dei
millenni. Forse l'alimentazione prevalentemente carnivora del tardo paleolitico portò anche ad attribuire maggior pre-
stigio agli uomini, che mediante la caccia procuravano il cibo più importante alla comunità.

Per il resto, le comunità paleolitiche avevano una struttura sociale basata sull’uguaglianza di tutti i membri del gruppo.
Tanto la caccia quanto la raccolta erano svolte collettivamente: tutti facevano le stesse cose e le facevano insieme.

Non si sa molto sull' origine e sulla struttura della famiglia, ma certamente in homo sapiens, e già in homo erectus, c'erano stabili rapporti di coppia (inesistenti invece tra gli Australopiteci). La presenza della coppia e della famiglia non deve far pensare però
 che i rapporti e le relazioni familiari fossero come ai nostri giorni. Le madri collettivamente si prendevano cura dei piccoli
nella prima infanzia e i bambini, che crescevano in gruppi di coetanei diventavano adulti molto presto. All’interno della famiglia
perciò vi erano i genitori, i figli e i figli dei figli. Quindi una famiglia allargata con fratelli, zii e  nonni.

Si può dire che l'adolescenza ... non esisteva: con la pubertà i giovani venivano ammessi subito nella vita adulta, e questo passaggio era segnato da riti di iniziazione, cioè da prove e cerimonie superate le quali, il giovane veniva considerato adulto. Per le femmi-
ne ciò voleva dire sposarsi e cominciare prestissimo a procreare; per i maschi significava entrare nel gruppo dei cacciatori adulti. Il clan era l'insieme di famiglie che discendevano da un antenato comune (la discendenza poteva essere in linea paterna o materna).Questi  rapporti basati sulla parentela erano spesso rafforzati dal culto di tale antenato, e determinavano forti legami di solidarietà sociale tra i membri. La struttura del clan si affermò nel tardo paleolitico, ma in molti popoli durò a lungo anche quando si svilupparono forme di organizzazione sociale più complesse di quelle basate sui rapporti di parentela.