La grande e la PICCOLA
storia
STORIA
DEI SARDI NURAGICI di Prof. Massimo Pittau.
La distinzione fra la preistoria e la storia è conosciuta
perfino dagli alunni delle scuole
medie - almeno dai più bravi -: la preistoria di un popolo
è quella che può essere
ricostruita
esclusivamente coi "documenti materiali" lasciati da questo popolo,
documenti materiali che vengono ricercati, analizzati e
interpretati dagli archeologi,
mentre la storia di un popolo è quella che può essere
ricostruita soprattutto coi
"documenti scritti" lasciati dallo stesso popolo,
i quali vengono ricercati, letti e
interpretati dagli storici.
Pertanto il discrimine tra la preistoria e la storia dei
popoli è determinato dalla
importantissima e anche difficilissima invenzione
prima della scrittura conosciuta e
dopo
la
In epoca piuttosto recente gli specialisti hanno creato il vocabolo - col relativo concetto -
di «protostoria», la quale in linea generale viene intesa come l'epoca a cavallo fra la
preistoria di un
popolo e la sua
In via specifica però non pochi studiosi intendono per
protostoria di un
determinato popolo, l'epoca che può essere ricostruita in
base ai
"documenti scritti" lasciati non dal popolo in
questione, bensì da altri
popoli, coi quali il primo è entrato in contatto e in
rapporti.
Ciò premesso, siccome i Sardi, creatori della famosa «civiltà
nuragica», non
hanno lasciatoalmeno per quanto risulta fino ad ora "documenti
scritti",
sembrerebbe
che a proposito dei Sardi Nuragici si possa parlare solamente
di preistoria, alla quale sarebbe interessata soltanto la archeològia,
esattamente come in linea di fatto è avvenuto sino al
presente.
Senonché è del tutto certo e noto che il popolo nuragico
ha avuto numerosi
contatti e stretti rapporti, oltre che coi Fenicio-Punici,
coi Greci e soprattutto
coi Romani,
popoli che al contrario hanno fatto largo uso della scrittura e
che - con grande fortuna della civiltà umana tutta - hanno
lasciato molto
numerose e
anche molto ampie opere scritte. In queste opere di certo non
sono numerosi e tanto meno ampi i riferimenti 'che gli
autori greci e romani
fanno ai Sardi Nuragici, però questi riferimenti ci sono e
sono anche
sufficienti perché degli
antichi Sardi Nuragici si possa
delineare una protostoria,
intesa nel modo che abbiamo or ora detto. Dunque quella che
noi delineiamo con
la presente opera è, in termini esatti, la «P roto storia dei Sardi Nuragici»,
la
prima in assoluto che viene composta e presentata alla
considerazione dei Sardi e
dei numerosi amici della Sardegna.
D'altra parte, dato che l'autore della presente opera
a che essa sia
accolta e letta dal maggior numero
nel timore che il desueto e non molto
un ostacolo alla sua divulgazione e
«Storia dei Sardi Nuragici». E
prescindere dai vocaboli
linee generali,
scritti
Il risultato più importante che ci lusinghiamo di aver
conseguito con
questa nostra «Storia dei Sardi Nuragici» è quello di
avere evidenziato,
molto meglio di quanto si sia fatto sino ad ora, il ruolo
di primissimo piano
che i Sardi
Nuragici hanno svolto nel quadro storico del Mediterraneo
antico, nel millennio che va dal secolo XIII° al III° avanti
Cristo. Soprattutto
riteniamo da un lato di avere avvalorato la tesi o
intuizione di Giovanni
Patroni, che aveva definito la Sardegna, in virtù
della sua «civiltà
nuragica» e attorno all'anno 1000 a.C., «la perla
dell'occidente
mediterraneo», dall' altro di aver dimostrato che la prima
vera civiltà del
Mediterraneo
centro-occidentale è stata appunto la «civiltà nuragica»,
anche in virtù
del fatto che pure dalla Sardegna sono partiti i primi e"
importanti impulsi al nascere e all'affermarsi della grande
«civiltà etrusca»
nella penisola italiana. In realtà queste due civiltà
erano strettamente e
intimamente
legate fra loro, in virtù di una loro comune matrice originaria,
anche se, per motivi storici che vedremo più avanti, hanno
finito col
differenziarsi parecchio l'una dall'altra:certamente la «civiltà
etrusca» assai
più brillante di quella nuragica, ma per converso la «civiltà
nuragica» di alcuni secoli più antica di quella etrusca.
Insomma, riteniamo di avere mostrato e dimostrato che in
quel glorioso
periodo storico della loro terra i Sardi hanno giocato il
ruolo di protagonisti
nella loro storia, il ruolo di "soggetti" attivi
del loro destino e non
semplicemente il ruolo di "oggetti" passivi delle
conquiste di popoli
stranieri, come purtroppo è avvenuto a lungo nei secoli
successivi.
Riteniamo pertanto di avere scritto una "storia della
Sardegna" vista dalla
parte e dalla prospettiva dei Sardi stessi e non più dalla
parte e dalla
prospettiva dei successivi popoli invasori e conquistatori,
secondo quanto
invece fanno chiaramente intendere i titoli delle seguenti
opere - d'altronde
egregie da molti punti di vista - che sono state pubblicate
di recente sulla
Sardegna: La Sardegna fenicia e punica, La Sardegna romana,
La
Sardegna bizantina, La Sardegna pisana e genovese, La
Sardegna
aragonese, La Sardegna spagnola, La Sardegna sabauda.
In posizione diametralmente opposta noi ci lusinghiamo di
avere composto
e pubblicato una storia che avremmo potuto intitolare anche
Storia della
Sardegna
Nuragica.
Il quale ultimo titolo del resto ricalca quello di una
nostra precedente
opera, che ha avuto un notevole successo editoriale e che
di recente è stata
di nuovo pubblicata, ma aggiornata e migliorata: La
Sardegna Nuragica.
Nel ricostruire questa "storia della Sardegna
nuragica fatta dai
Sardi come protagonisti" ci siamo sentiti in diritto e
in dovere di
individuare,
criticare e respingere con decisione
frequente fra gli studiosi della
sardi, che
abbiamo
atteggiamento che consiste nell'attribuire numerosi e anche
aspetti e fatti della «civiltà
nuragica» a
i Fenici, i
Greci, gli Etruschi,
enfatizzazione
constata nelle
pubblicazioni archeologiche, storiche e linguistiche relative alla
Sardegna antica e composte da
numerosi studiosi di varia estrazione culturale e
geografica, risulterebbe che i Sardi Nuragici siano stati continuamente in una posizione
di
Tutto al contrario noi ci lusinghiamo di poter mostrare e
dimostrare una ben differente posizione di attività e di
iniziativa
dei Sardi Nuragici nel mandare avanti la loro storia in
quei
numerosi
secoli e anche nell'influenzare la storia di altri popoli
(Editore Domus de Janas)