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La grande e la PICCOLA storia

Dromos


Camera centrale e celle


Porta del trapasso

"sas Domos de sas Janas" la credenza popolare le credeva abitate da fate: queste potevano essere buone o cattive a seconda delle esigenze del racconto.


Nicchia per offerte


Coppella.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Domus de janas di "Murrone" dall'anticella,al centro della camera centrale il pilastro con le doppia corna taurine e, ali lati le celle sepolcrali.

Ciò che distingue la cultura di "San Michele" dalle altre è sicuramente il culto dei morti e il modo col quale questi, venivano sepolti. Appaiono quelle che oggi noi chiamiamo le "domus de janas" o case delle fate. Il nome deriva probabilmente dalla credenza popolare che lì vi abitassero delle fate, talvolta buone altre cattive. Le grotte sono a sviluppo orizzontale e sono costituite da molte camere. Davanti all'apertura vi è una sorta di spiazzo"Dromos", a perimetrazione trapezoidale che porta all'imboccatura della domus. Lì si svolgevano le funzioni cerimoniali che precedevano la sepoltura. Sulla porta che da su una anticella sono evidenti i battenti dove veniva appoggiata la porta. Dalla anticella si passa alla camera centrale ai lati della quale si dipartono lateralmente le celle sepolcrali. La necropoli di "Murrone" ne è un bellissimo esempio e, si ritiene plausibile che i nuovi scavi, (speriamo vengano avviati al più presto), metteranno in luce altrettante tombe.Le inumazioni venivano fatte con deposizioni secondarie, cioè a dire i corpi venivano prima scarnificati e poi, sepolti ricoperti di ocra rossa. Le tombe diventavano luoghi sacri a tutti gli effetti e, i parenti vi si recavano per fare delle offerte ai defunti che venivano deposte all'esterno su armadietti o su cavità circolari (coppelle) antistanti la tomba stessa.