LA SCUOLA
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Le scuole trovarono accoglienza e spazio in ogni parte del paese: nei locali del palazzo comunale, nelle vie Garibaldi, Caprera, Vittorio Emanuele II, Nazionale, Indipendenza. Il Comune doveva provvedere a pagare l’affitto ai proprietari dei locali, che spesso chiedevano prezzi molto alti e pretendevano, inoltre, l’aumento del fitto ogni anno, sebbene le dimensioni dei locali fossero piccole e igienicamente inadeguate, e non adatte a contenere il grande numero degli alunni[3].

Tutti
questi scompensi creavano disagi sia ai bambini che agli insegnanti, che non
potevano muoversi liberamente nel poco spazio messo loro a disposizione[4].
Gli
insegnanti facevano quello che potevano per cercare di portare aventi il
programma scolastico, ma ciò che si riusciva a portare a termine era
pochissimo, perché le condizioni dell’arredamento, sempre scarso, unite alla
quasi impraticabilità dei locali, impedivano agli alunni di applicarsi
adeguatamente nello studio[5].