LA SCUOLA
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Nel
1923 venne inaugurato il Monumento ai Caduti della guerra e il Parco della
rimembranza, dove ogni bambino piantava un albero come segno di ricordo dei
morti della guerra, e diventando un centro di aggregazione per le autorità e il
popolo, in occasione delle ricorrenze storiche[13].
L’addestramento dei bambini in unità paramilitari avveniva il più delle volte nelle ore di scuola, ad opera degli stessi insegnanti che dovevano accudire i bambini in nome della scuola e del regime, insegnando loro anche la cosiddetta cultura fascista.

In
seguito, il diffondersi della tubercolosi, oltre alle altre malattie che spesso
colpivano i bambini, rendeva necessario, per la salute fisica e per lo sviluppo
degli stessi, far godere loro i benefici dell’aria aperta e del sole. I centri
antitubercolari miravano a far costituire delle scuole all’aperto, che erano
attuabili facilmente e persino economiche. Era sorta, a tale scopo, una scuola
all’aperto ad Alghero, e su quel modello dovevano sorgere le analoghe scuole
nei paesi della provincia[14].
Il
lavoro degli insegnanti e il ruolo della scuola erano impediti di fronte alla
povertà della popolazione, che non poteva permettersi di comprare il materiale
didattico. A tale scopo erano sorti nel 1911 i Patronati Scolastici, per
integrare l’opera educativa. A Chiaramonti il Patronato scolastico sorge nel
1911, ma è solo nel 1915 che viene approvato lo statuto dello stesso[15].