In Particolare:
Analisi storico-sociologica dal 1793 al
1921a cura di Patatu dr. Carlo.
( Cenni storico-geografici, economici e sociali di Chiaramonti dal 1911 al
1975)
a cura della dr.Olga Cossiga
TRA STORIA E LEGGENDA (Contos de foghile)
LA STORIA ANTICA:
( dalla ricerca liceale di Iuri Unali).
pag.1 x 12
pag: 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12,
(dal 4000 a.C ad oggi)
Ricerca
storico-artistica sul territorio di Chiaramonti.
Il territorio di Chiaramonti è situato nella parte
meridionale dell’Anglona. Confina a Nord con Nulvi, ad Ovest con Ozieri, ad
Est con Perfugas e a Nord-Est con Martis.
Fra i comuni dell’Anglona è il più esteso con i
suoi 111,500Kmq. Il paesaggio è caratterizzato da piattaforme e colline
calcaree mioceniche separate da piccole valli e depressioni, e dalla
massa trachitica del “Monte Sassu”.
La
maggior parte del territorio è ricoperta dalla macchia, costituita da cisto,
lentischio, asfodelo e alternata a boschi di lecci e roveri soprattutto nel
Sassu.
Tracciare
un quadro storico del periodo prenuragico e nuragico del territorio di
Chiaramonti rivela un aspetto poco noto per chi considera la storia un
succedersi di fatti che interessano l’uomo.
Chiaramonti
infatti non ha una storia di queste due epoche, nonostante la presenza
abbondante di monumenti che le testimoniano; questo perché tutto ciò che
riguarda la storia non è rimasto
scritto, ma è rimasto nel posto, ciòè nel luogo dove l’uomo ha vissuto e
costruito i suoi monumenti o dove ha lasciato una qualche traccia del suo
passaggio.
D’altronde
non esistono documenti relativi a queste due epoche e tutto ciò che si trova di
scritto sono delle semplici iscrizioni rinvenute in poche zone della Sardegna e
purtroppo non facilmente decifrabili.
Infatti
il nostro territorio, bisogna dirlo, non è a tutt’oggi sufficientemente
esplorato affinchè la identificazione storia-
monumenti sia piena, ma non è cosa che riguardi solo questi ultimi anni: già
intorno agli anni trenta lo studioso e archeologo A. Taramelli (1868-1939),
nella sua opera “Scavi e scoperte”, definisce il territorio di Chiaramonti
“…..vasto e poco esplorato dal punto di vista archeologico..”
La
scarsa conoscenza del territorio è quindi anche la causa del vuoto storico non
colmato né da documenti né da sufficienti reperti archeologici.
In
base alle conoscenze attuali possiamo dire che il territorio di Chiaramonti
comprende circa 105 nuraghi sparsi un po’ ovunque, ma con una maggiore densità
dove è abbondante il materiale da costruzione.
Di
particolare interesse se ne conoscono quattro: Ruiu, Tetti, Cobesciu, Sauccos.
Da ricordare inoltre il villaggio nuragico di Tuvuleddu, vicino all’omonimo
nuraghe.
I
nuraghi sono delle torri in pietra aventi generalmente una forma
tronco-conica.La loro muratura è interamente a secco, cioè
senza alcun materiale che leghi insieme i blocchi di pietra che lo
compongono.
Essi,
di mole ingente, sono tenuti insieme dal loro peso, con una tecnica di alta
precisione che ancora oggi stupisce. All’interno del nuraghe vi è una camera
circolare che termina nel soffitto a forma di ogiva; ad essa si accede
immediatamente dopo l’ingresso al nuraghe e può avere lungo il suo perimetro
delle nicchie che probabilmente servivano per custodire le divinità o i corpi
dei morti eroi. Una scala si avvolge a forma di elica tra il muro esterno e
quello interno conducendo ad una terrazza.
La
copertura del nuraghe è detta “a Tolos “ per la tecnica che sovrapponendo
pietre sempre più sporgenti verso il centro della cupola giunge a chiudere il
soffitto con una pietra centrale a mò di “tappo”.
Fra
i nuraghi alcuni presentano forme esterne o interne particolari, come i cosi
detti pseudo-nuraghi, il cui spazio interno è occupato soprattutto da corridoi,
anche se all’esterno mantiene in alcuni casi la struttura circolare. Oltre ai
nuraghi monotorre, i più semplici, altri sono costituiti da più torri unite in
vari modi (nuraghi complessi).
Spiegazioni
e interpretazioni molto curiose vennero date a questi monumenti: chi ne fece
degli altari per il culto del sole, chi tombe di eroi, chi fonderie, chi li
volle usati per la scarnificazione
dei cadaveri .
Oggi sembra comunque affermabile, sulla base degli elementi forniti dagli scavi, che i nuraghi erano abitazioni e, in certi casi, vere e proprie fortezze.