LA STORIA ANTICA

pag.11

 

<<<    >>>  

pag.1                                                                            

 

EPOCA ROMANA  

Anche per quanto riguarda l’epoca Romana, per quelle che sono le conoscenze attuali circa il territorio di Chiaramonti, esistono pochi reperti trovati per lo più in associazione a depositi nuragici abbandonati, in considerazione che non c’è nuraghe che non abbia visto il passaggio di genti nuragiche e poi romane che utilizzavano strutture preesistenti più o meno funzionali e facendo cose diverse dall’impianto originario che era il nuraghe. Esistono comunque nel nostro territorio quattro o cinque siti che hanno restituito materiale romano. Era sicuramente un territorio, attraversato da strade che mettevano in comunicazione le nostre fertili vallate con gli approdi costieri, per il trasporto di derrate di ogni genere,di bestiame e minerali di rame. Reperti di una certa rilevanza sono quelli trovati a “sas Piras” all’interno di una domus di fattura pre-nuragica , utilizzata poi fino all’alto medioevo VI, VII secolo d.C, e dalla necropoli di “su Cannau”.  

         

                              

Un sistema viario di una certa rilevanza è sicuramente quello che collegava Orria Manna e Orria Pitzinna con la piana di Chilivani e quindi verso il mare dell’attuale Olbia. Parte dei due nomi, infatti, è tipicamente romana (“Orria” significa granaio, il che ne giustifica l’origine romana ).

I due villaggi sorgevano uno vicino all’attuale chiesa di S. Maria Maddalena, l’altro al confine tra Chiaramonti e Nulvi, e con tutta probabilità derivarono il loro nome dalla grande produzione di grano o altri cereali.

Altre testimonianze sporadiche si hanno da notizie di ritrovamenti di monete romane, un anello con sigillo, una chiave di bronzo e altre suppellettili, costituite principalmente da resti di tegole,  di lastroni, o di coperchi utilizzati per la copertura di tombe. Una gran quantità di questi resti, si trovano nella zona di S. Caterina e di S. Iglianu , ed  era facile evidenziarli al momento dell’aratura autunnale eseguita con l’aratro a buoi, perciò poco profonda , il che dovrebbe in un certo senso aver preservato integre alcune parti di queste tombe e dei loro eventuali contenuti.

 

   

                                                        -monete romane-

<<<   >>>