LA STORIA ANTICA
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Il nuraghe più noto di Chiaramonti è quello
chiamato Ruiu (rosso) a causa del colore delle pietre con le quali è costruito,
ma anche per la forte colorazione data dai muschi e licheni nella esposizione a Nord.
Tecnicamente esso è un nuraghe monotorre ossia
provvisto di una sola torre e costruito con massi di trachite disposti a filari.
Esso ha due celle sovrapposte: la superiore ormai crollata, ha un alto e stretto
finestrone mentre l’inferiore presenta tre nicchie, una di fronte
all’ingresso, le altre due ai lati, diametralmente opposte.
Una particolarità costruttiva (fino ad oggi non
riscontrata in nessun altro nuraghe della Sardegna) è quella dei lastroni
inseriti tra il muro esterno e quello interno con l’intento di migliorare la
stabilità dell’insieme.
Esistono inoltre altri nuraghi che presentano delle
particolarità già note agli studiosi, sono i nuraghi a corridoio come quelli
di Tetti e Cobesciu e di forma rettangolare come quello di Sauccos. Da ricordare
infine il nuraghe Ispiene, la cui facciata è costruita con due tipi alternati
di pietre diverse (trachite rossa e calcare, in modo da valorizzarne l’aspetto
estetico) vicino al quale molti anni fa è stata ritrovata la navicella votiva
descritta più avanti.