LA STORIA ANTICA
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Le Domus de Janas non sono così numerose come i
nuraghi, ma ne abbiamo diverse e
soprattutto qualcuna è un
bell’esempio in quanto a simboli sacri che vi si possono trovare. Le Domus
sono quelle di Murrone, di Baldedu
, di Bados de Lovè. Altre sono meno conservate ,vedi quelle scavate nella
roccia calcarea , molto friabile, di fronte a S. Maria Maddalena, al confine fra
Chiaramonti e Nulvi
(di Monte Pertusu).
Le Domus de Janas , chiamate anche “le Case delle
Fate” si presentano come grotte artificiali che si aprono improvvisamente
nella roccia, là dove essa offriva minore resistenza ai rudimentali strumenti
dei nostri antenati: il piccolo ingresso si trasforma in un locale rotondo o
quadrilatero, seguito, in una struttura più o meno organica, da altri locali a
formare dei veri e propri “appartamenti”.
La loro funzione era quella di accogliere i morti e
di riprodurre la casa in cui avevano vissuto da vivi. Non dimentichiamo,
infatti, che per le religioni primitive il mondo dei morti era una continuazione
di quello dei vivi, ed accanto al defunto venivano deposti cibi ed oggetti a lui
più utili e cari, alcuni dei quali sono arrivati fino a noi.
Queste tombe ci hanno permesso quindi di conoscere
alcuni oggetti che i primi sardi usavano nella vita quotidiana come ciotole,
piatti, lampade, vasetti per
profumi, ma anche gioielli ed in più come erano le loro case.
All’interno della Domus, al di sopra
dell’ingresso in alcuni casi si potrà trovare un disegno scolpito, molto
spesso raffigurante una protome bovina (una
testa di toro o vacca stilizzata), un segno religioso che per i primi sardi
ricordava la fertilità e le rigenerazione
(come dalla morte rinascesse la vita) e che aveva la funzione di
proteggere la tomba dagli spiriti maligni. Il pavimento delle camere della Domus
è costituito di semplice terra battuta sulla quale veniva adagiato il morto.
Anche nelle Domus formate da una sola grotticella non veniva presumibilmente
sepolto un solo corpo, ma tanti affiancati, anche in tempi diversi se teniamo
conto che queste tombe furono utilizzate dal periodo della loro costruzione
(tardo neolitico) fino al periodo romano.