LE CHIESE
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Il 10 luglio 1205 Maria de Thori, moglie del nobile Pietro de Maronju e zia di Comita giudice di Torres, donava la chiesa di S. Maria di Orria piccinna, pressso Chiaramonti, insieme con quella poco distante di S. Giusta, con servi e ancelle case boschi terre e animali all'eremo di Camaldoli, e per esso al priore Martino, concedendo, fra l'altro, a lui a ai suoi successori la libera elezione dei rettori delle chiese donate e la deposizione dei monaci.

-Santa Maria Maddalena-
L'edificio, che ha subito nei secoli restauri e adattamenti, aveva in origine pianta basilicale ed aula conclusa ad oriente da un'abside semicircolare. Successivamente, come indica la diversa tecnica costruttiva, furono aperte alla fine della navata due basse cappelle laterali, una per lato, che ne stravolsero l'icnografia originaria, e fu rifatta probabilmente la copertura, non più in legname ma con volta a botte, come le cappelle. L'esterno è rivestito da paramento a conci squadrati di trachite rossa che si alternano ad altri di calcare bianco.

-scritta con notizie sulla chiesa- -fac.post. S.M.Maddalena-
Al margine del prospetto, a sinistra del portale d'ingresso a sesto acuto è incisa su due blocchi di calcare l'iscrizione con il nome di un Petrus Cothu magister e una data mutila MCCC.. V.

- Ruderi della chiesa di Santu Iglianu-.