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Noas torna a >>>>  a Parco Eolico 
Noas torna a >>>> corrudos e affustigados                                                           INDICE

Un argomento che tiene banco tra gli amici di Chiaramonti, e che comunque coinvolge buona parte della popolazione é: energia eolica si, energia eolica no. Questo da qualche anno, e precisamente, da quando sulle alture dei comuni confinanti, sono apparsi questi terrificanti giganti di acciaio, che portano dei grandi rotori a due o più pale, anch'esse di acciaio che brillano al forte sole estivo. Praticamente si dibatte sulla opportunità della loro presenza, in quanto anche il comune di Chiaramonti, sta trattando l'impianto di diverse macchine. Si sa, che una delle forme di energia alternativa al petrolio è quella eolica, e che nel contempo essendo gratuita e poco o nullo l' impatto ambientale, è con molta probabilità una delle nuove strade da percorrere nella difficile ricerca di una fonte energetica che faccia fronte alla sempre maggiore richiesta da parte della società moderna. Eppure non sono belle da vedere; esse hanno fatto violenza al paesaggio che la natura ha forgiato da millenni e che l'uomo, prima per esigenze di vita, poi per altre meno importanti ha cominciato a modificare avendo come fine ultimo la speculazione fine a se stessa in nome del dio danaro. 

        


Il tutto potrebbe assumere un altro aspetto se la produzione della nuova energia elettrica andasse ad abbattere il costo del Kw/h, almeno per quelle popolazioni di quei comuni che ne hanno consentito l'impianto, e per l'industria, in quanto si sa, tra i fattori della produzione dei beni, una delle voci più pesanti è appunto l'alto costo energetico. Si scopre invece che al deturpamento del paesaggio ricco di siti archeologici e di macchia mediterranea, vi è la mancanza di una opportuna rete di distribuzione, l'assenza di pezzi di ricambio degli impianti in quanto alcune ditte costruttrici straniere hanno chiuso i battenti, e la pressochè totale assenza di personale assunto, nonchè la contrattazione al ribasso con i proprietari dei fondi, che con la loro cecità contribuiscono all'alto profitto di non meglio identificate società. Così le prime pale del comune di Bortigiadas a nord, a venire quelle di Tula sul "Sasso" ad est, per poi proseguire con quelle di Ploaghe ad ovest, sul "monte Ledda", e ancora ad ovest quelle di Nulvi di "monte Iscoba" che ancora maggiormente mi hanno irritato, del qual motivo voglio farvi partecipi. Per chi entra a Chiaramonti da est, dalla "Croce" può godere di un bellissimo panorama del nostro paese, che si adagia tra il crinale di "Cudinarasa e quello di "S.Matteo" determinando una concavità armonica di forme e di colori costituita da case e da tetti, in cui si staglia la sagoma del campanile della parrocchiale di San Matteo,  a sinistra il mulino a vento e a destra il castello dei Doria. Ora, a fianco del campanile si vedono anche le mostruose pale eoliche di "monte Iscoba".  Dimenticavo di rilevare che in quanto ad energia alternativa, il dio dei venti Eolo mi è testimone, noi chiaramontesi ne sappiamo qualcosa, infatti da molto tempo col nostro mulino a vento abbiamo sfruttato questa forza della natura senza modificare l'ambiente, anzi..... E' il tempo di riesumare il vecchio Don Chisciotte nella sua battaglia ai mulini a vento, una battaglia riveduta e corretta ai tempi moderni finalizzata concretamente alla difesa dell'ambiente in termini ambientali e archeologici, e alla conquista di qualche beneficio per tutta la comunità. Sancio Panza aspetta fiducioso.(m.u).

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