NEWS   (notiscias noas e betzas)

pag.43                                                                                 
<<<    >>>                                                                                 INDICE

Chiaramonti, Novembre 2004

La notizia che l'industria casearia locale di Armando Fumera e figli, non apra  per l'annata in corso è vera. E' purtroppo per il nostro centro un colpo molto grave, di quelli che si definiscono a K.O. Sono coinvolti in prima persona decine di lavoratori: alcuni fissi, altri stagionali, insieme alle loro famiglie. Impiegati nei diversi ruoli, dalla lavorazione del latte alla conservazione in cantina e in amministrazione, essi hanno contribuito a determinare diversi  prodotti che hanno trovato larga eco sia nel mercato interno ma soprattutto in quello estero e precisamente in America. Non è nemmeno il caso di rifugiarsi nel detto che "mal comune è mezzo gaudio" poichè nel calderone delle "chiusure" sono finite a turno in un periodo relativamente breve, prima la vecchia Siciliana Pecorini poi cooperativa S.Giuseppe, e subito dopo qualche anno, anche la cooperativa del gruppo pastori, mettendo letteralmente in ginocchio l'economia di numerose aziende di allevamento locale, dell'Anglona e di altri paesi limitrofi. Eroicamente è il caso di dire, l'attuale presidente Salvatore Fumera, ha resistito nelle passate stagioni lavorative, innalzando barricate di ogni genere e gestendo magistralmente la situazione ha salvaguardato i suoi interessi ma anche quelli di numerosi lavoratori.

L'industria Casearia Armando Fumera e Figli

L'innovazione tecnologica per l'adeguamento della produzione alle nuove normative europee non è bastata ad arginare le nuove problematiche creata dalla globalizzazione e dal liberismo economico incontrollato e avulso che ha determinato un grosso sovvertimento dei mercati mondiali. Non si è riusciti pertanto ad arginare l'afflusso di prodotti similari talvolta con denominazioni quasi eguali di prodotti provenienti da mercati di nazioni dove spesso non viene certificato il prodotto per la sua composizione e provenienza e non vi vengono osservati i più elementari diritti umani tanto meno quelli dei lavoratori. La popolazione tutta è coinvolta e per riflesso tutte le altre attività che costituiscono l'indotto a quella  prevalente della trasformazione del latte ormai da tempo fortemente radicata ed integrata nel tessuto sociale ed economico del nostro paese. La presenza ultima in ordine di tempo di alcuni rappresentanti del mondo imprenditoriale regionale e nazionale ha inasprito gli animi degli allevatori  e degli altri lavoratori in quanto, a fronte di mezze promesse con l'avallo di qualche "politicuncolo del momento" si è dimostrato invece un atteggiamento poco consono a persone serie che hanno in mente di avviare e sostenere, potenziandola, una attività di primaria importanza. Signori attenzione il gatto e la volpe sono sempre in agguato e questa volta dobbiamo fare di tutto per uscire dal ruolo di Pinocchio. Diamo ascolto al grillo parlante che potrebbe essere prodigo di qualche buon consiglio, cercando nel contempo di evitargli le solite martellate. Anche la fatina esiste solo nelle favole, e credetemi la nostra è una dura realtà.(m.u)