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Che cosa è una emergenza?

l'emergere; ciò che emerge, che sporge. Avvenimento di cui si può ragionevolmente prevedere il verificarsi, ma non il come e il quando; situazione critica, difficile: prendere delle precauzioni per il caso di... stato di...( dizionario Garzanti della lingua italiana).

Il territorio di Chiaramonti è ricchissimo di siti archeologici che coprono un periodo di tempo che va dal 4.000/5.000 a.C fino ai giorni nostri. E' un territorio che senza soluzione di continuità, insieme a quelli di Erula, Perfugas, Laerru, Martis, Nulvi, Ploaghe, Ardara, Ozieri e Tula tanto per citarne qualcuno ha visto l'evolversi di diverse culture di  una popolazione antica tra le più grandi nel mediterraneo. Oggi criteri di scelta politica economico-amministrativa hanno determinato dei nuovi confini, fisici e intellettuali che talvolta per mero campanilismo o per cecità istituzionale ci dividono, racchiudendoci all'interno di personalissime isole mentali e fisiche. Da queste pagine e non solo, ma anche direttamente a diverse istituzioni ho segnalato da anni il degrado e l'incuria in cui versano alcuni di questi siti.

 

Alcune delle emergenze A sx, acquasantiera:andrebbe preservata all'interno di un locale.
A dx: il precario equilibrio di un betilo, e dei cocci del castello dei Doria.

A sx: crollo recente di s'Enalonga. Statuina in avorio.
A dx: mola di un mulino ad acqua. Acquasantiera medievale.

A sx: cocci di epoche diverse. Nuraghe Ruju.

 Dal più visibile nuraghe Ruiu che abbisogna urgentemente di consolidamento, al trilobato Enalonga in parte crollato due anni fa, diverse domus de janas fino ad alcune chiesette medievali: S.Miale, S.Paulu e S.Caderina, hanno visto far man bassa dei loro materiali per costruire case private, capanni per attrezzi e quant'altro, fino al passaggio di reti fognarie. Ora a S. Caderina lo scarrozzamento viario sulle fondamenta dell'abside per arrivare ad un ripetitore di telefonia mobile, e sui pochi resti murari  finiti all'interno di un mucchio di sassi derivante da uno spietramento. Per onestà intellettuale riconosco che l'allevatore e l'agricoltore debbano mettere in atto qualsiasi strategia utile a migliorare la produzione aziendale, ma non comprendo l'accanimento sui resti archeologici che servono a recuperare solo piccole superfici di terreno talvolta improduttivo ma ricchissimo di storia. Così come non comprendo la cecità delle istituzioni, molte volte assenti nel territorio e sorde ai richiami e agli allarmi lanciati da comuni cittadini, che come me, amano il proprio territorio e sono fieri di appartenervi. Spesso si tratta di poveri resti, di miseri cocci di vario vasellame appartenente a diverse epoche. Ma questo è. Considerati i gravi ritardi nei quali siamo stati trascinati,  se non ci diamo da fare subito a difendere ciò che ci è rimasto e a sensibilizzare e formare le nuove coscienze, non solo abbiamo perso i vasi ......ma anche tutti i cocci.