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                                                                     LEADER

 

(Liaison Entre Actions de Developpement de l’Economie Rurale)

 

 Per molto tempo questo acronimo destò curiosità e interesse fino a coinvolgere un certo numero di persone che impegnarono nell’idea progetto, tempo e danaro. L’obiettivo era quello di cercare di costituire un certo numero di strutture ricettive per un turismo integrato rurale che si radicasse sviluppandosi,  nel nostro territorio. Si costituì a questo scopo una società dal nome altisonante e inglesizzante,  “Anglona Country”. Pur con tutti i buoni intenti che hanno mosso amministratori e soci, oggi 28 Aprile del 2005, l’assemblea dei soci ha decretato la sua chiusura sia perché non si sono raggiunti gli obiettivi  prefissati ma soprattutto perchè le spese ordinarie di gestione e i debiti accumulati non consentivano una ragionevole prosecuzione delle attività stesse.

Nel tratteggio il terreno dell'Anglona Country, sotto monte Ruju, tra anse dolci e sinuose ricche di macchia mediterranea e vestigia nuragiche

Come ultimo atto si è venduto un terreno di proprietà della società di circa cinque ettari fronte lago “Coghinas” con il ricavato del quale pagare i debiti societari. Questi, costituiti principalmente dagli onorari del commercialista (ora anche liquidatore), e crediti degli associati che sono gli unici ad aver visto gratificato il loro impegno in quanto hanno realizzato dei siti con danaro comunitario. La maggior parte dei soci (piccoli risparmiatori), si sono visti volatilizzare le loro quote che non hanno avuto alcun riscontro reale, se non quello di aver creato dissapori, e rotto vecchie amicizie. Insomma una bella bolla d’aria, o se preferite un bel pugno di mosche. Ciò che rimarrà dell’attivo andrà per il 50% ai soci, (SIGH!!), l’altro 50% agli ultimi due presidenti della società per la quale hanno lavorato gratuitamente, avendo nel tempo avuto solo dei rimborsi spese. Basta all'improvvisazione.
 Haimè!!! Concludo dicendo che non siamo stati capaci  nemmeno, di fare un funerale decente al morto. Non bastano solo le buone le intenzioni: bisogna “saper fare”, organizzarsi al meglio e finalizzare gli investimenti in settori sicuri con professionisti seri, perché il piccolo risparmiatore non rimanga avvilito, e con l’ennesimo rospo in gola da deglutire. (M.U).